Cronaca

Campagna vaccinale nelle aziende: la guida dell'Inail

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Dopo la firma del protocollo tra governo, imprese e sindacati si stringono i tempi per dare il via alla campagna vaccinale nelle aziende. Un canale parallelo alla distribuzione ordinaria negli hub regionali e che non dovrebbe rispettare gli stessi criteri anagrafici. L'Inail, i ministeri del Lavoro e della Salute, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la struttura di supporto alle attività del commissario straordinario per l'emergenza hanno elaborato un documento che fornisce indicazioni sulla materia e sulle procedure per l'attivazione dei punti vaccinali territoriali destinati alle lavoratrici e ai lavoratori, con il coinvolgimento dei medici competenti o di altri operatori sanitari convenzionati con il datore di lavoro.

Il piano nazionale, declinato in fasce di popolazione prioritarie per patologie o per età, prevede che la vaccinazione in azienda possa procedere indipendentemente dall'età dei lavoratori, a patto che vi sia disponibilità di vaccini. 

"Nella pubblicazione, allegata a una circolare interministeriale del 12 aprile - si legge nella nota stampa l'Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) - è precisato che l'istituzione dei punti vaccinali nelle imprese dovrà garantire i requisiti di efficacia, efficienza e sicurezza previsti per tutti i cittadini in ogni contesto della campagna di vaccinazione anti-Sars-CoV-2. In particolare - si legge -, ne costituiscono presupposti imprescindibili la disponibilità di vaccini, la disponibilità dell'azienda, la presenza del medico competente o di personale sanitario adeguatamente formato, la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini, l'adesione volontaria e informata da parte dei lavoratori e la tutela della loro privacy".

L'ente spiega poi che per assicurare tempestività ed efficacia alla campagna vaccinale, gli spazi destinati alla somministrazione, "compresi quelli allestiti presso punti vaccinali territoriali approntati dalle associazioni di categoria di riferimento", potranno essere utilizzati per la vaccinazione di lavoratori appartenenti anche ad altre imprese, "come quelli che prestano stabilmente servizio presso l'azienda utilizzatrice".

La modalità di adesione delle imprese all'iniziativa dovrà essere comunicata alla Asl di riferimento. Come già specificato nel protocollo firmato la settimana scorsa gli oneri sono a carico del datore di lavoro o delle rispettive associazioni di categoria, a eccezione dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e degli strumenti formativi e per la registrazione delle vaccinazioni.

Oltre a una serie di requisiti preliminari, la vaccinazione in azienda "deve prevedere la presenza dei materiali, delle attrezzature e dei farmaci necessari allo svolgimento in sicurezza delle attività - precisa infatti l'Inail -, e di strumenti informatici che permettano la registrazione dell'avvenuta inoculazione del vaccino, secondo le modalità fissate a livello regionale".

La registrazione deve essere effettuata subito dopo la somministrazione, durante il periodo di osservazione post-vaccinazione della durata di almeno 15 minuti. Per intervenire immediatamente nel caso di reazioni avverse a rapida insorgenza, che dovranno essere registrate utilizzando le modalità di segnalazione previste dalla Regione o Provincia autonoma di riferimento, "è necessario prevedere la presenza di risorse in grado di gestirle. Si raccomanda, in ogni caso, di indirizzare eventuali soggetti a rischio all'azienda sanitaria competente, in modo che possano essere vaccinati in ambiente protetto".

L'azienda è inoltre tenuta a programmare anche la somministrazione della seconda dose, quando prevista, secondo le modalità e le tempistiche di ciascun vaccino. Quanto alla formazione del personale sulla piattaforma dell'Istituto superiore di sanità  è disponibile il corso 'Campagna vaccinale Covid-19: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti Sars-CoV- 2/Covid-19' (qui il link), che sarà integrato con un modulo specifico per la vaccinazione nei luoghi di lavoro, curato dall'Inail in collaborazione con l'Iss. 

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