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Campanile del Duomo: quattro mesi di ritardo nella consegna dei lavori

Dopo l'incendio provocato da un fulmine un anno e mezzo fa, l'intervento sulla struttura doveva essere concluso entro il 30 novembre 2010. I turisti non danno troppo peso, ma sono i parmigiani a storcere il naso

campanile-duomo-lavoriEcco come si presenta oggi, a passanti e visitatori, il campanile della Cattedrale di Parma, a quasi un anno e mezzo dall'incendio, provocato da un fulmine. L'incidente aveva interessato il rivestimento esterno in rame e parte dell'impalcatura lignea che lo sosteneva, svelando la struttura portante di forma conica in muratura. Inizialmente era stata solleticata l'ipotesi di lasciare a vista l'opera muraria ma, in considerazione delle ingenti spese di manutenzione che avrebbe comportato tale scelta, è stato ritenuto più opportuno ricreare la precedente protezione in rame. Lavoro che, probabilmente, si credeva attuabile nel giro di pochi mesi se non fosse che, la Fabbriceria della Cattedrale di Parma, sulla scia delle celebrazioni per il IX Centenario della Consacrazione della Basilica Cattedrale, ha pensato di avviare un intervento di restauro non solo della cuspide ma di tutto il fusto del campanile, dopo i precedenti interventi su cripta, facciata, coro ligneo dei Lendinara e cappelle laterali.

Distacco ed erosione dei fronti laterali sono i motivi giudicati validi per intraprendere operazioni di restauro anche lungo il fusto del campanile. Rimozione e ricostruzione della porzione sommitale della cuspide, restauro del paramento del vano interno, della struttura muraria e del basamento, rifacimento dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche con messa in opera della nuova copertura con struttura lignea e rivestimento con lastre di rame, i cinque i punti del piano di restauro.

Il termine ultimo per la conclusione degli interventi era stato fissato per il 30 novembre 2010 ma, a quasi quattro mesi di distanza, residenti e visitatori non possono ancora ammirare, libera dalle impalcature, la struttura tardo duecentesca tra i simboli storici di maggiore rilevanza della città. I motivi? Probabilmente le operazioni di restauro del fusto, oltre che della cuspide, sono apparse più impegnative di quanto pronosticato a inizio intervento. "I lavori erano fermi per il gelo – afferma uno dei custodi della Cattedrale –, c'è ancora tanto da fare, non è facile dire quando finiranno, sono operazioni molto delicate, anche per riparare i singoli mattoni". 

Le impalcature non sembrano aver pregiudicato il via vai di visitatori. "E' la prima volta che vengo a Parma – afferma un turista veneto –, non sapevo neanche che ci fossero questi lavori. Non fa niente, c'è così tanto da vedere!". "Non abbiamo meno clienti, però in molti non apprezzano – afferma un cameriere del ristorante Angiol d'Or–. Addirittura alcuni ci hanno detto di essere tornati a Parma apposta per vedere la facciata della Cattedrale, dato che non erano riusciti a vederla per intero con i lavori di restauro degli anni scorsi. Ma non arrivano lamentele, sono i parmigiani a essere insoddisfatti. Dicono che siamo in Italia, discorsi che non vale neanche la pena riportare".
Intanto una coppia di turisti inglesi guarda in alto e, con cartolina del negozio di souvenirs alla mano, cerca di immaginare, dal vivo, come potrebbe essere l'opera d'arte che ha davanti agli occhi.

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