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"Carcere, al 41 bis 11 detenuti e 30 poliziotti contagiati dal Covid"

L'allarme del Garante dei detenuti: "Ci sono persone anziane e con gravi patologie: l'Ausl informi i parenti e gli avvocati"

Questa mattina il garante dei detenuti del Comune di Parma Roberto Cavalieri ha visitato il penitenziario di Parma, in via Burla. Il colloquio con il direttore Valerio Pappalardo e il Responsabile sanitario Faissal Choroma, è servito per fare il punto della situazione. I detenuti del reparto 41 bis contagiati sono ad oggi 11 mentre per il numero di agenti si temono oltre 30 contagiati, questo ultimo dato non ha avuto però ancora conferma.

La direzione del carcere aveva già da alcuni giorni, e in via precauzionale, interrotto tutte le attività trattamentali (scuola, formazione, sport, etc,.) mentre la direzione sanitaria ha attivato gli uffici del servizio di Igiene pubblica della locale AUSL. Nel raparto 41 bis sono allocati soggetti con importanti vulnerabilità per età o per patologie e il timore è che un'eventuale infezione potrebbe portare a complicanze non prevedibili. Nel complesso, dei 62 detenuti di questo circuito 49 soggetti sono da considerare vulnerabili per età o per patologie (neoplasie, diabete, trapianto d’organo, cardiopatie severe).  Già lunedì scorso l'AUSL di Parma aveva diffuso una nota nella quale, rivolgendosi alle autorità giudiziarie, chiedeva di valutare  “il trasferimento dei soggetti vulnerabili lontano dal focolaio” e invitava i superiori del penitenziario a disporre la limitazione degli spostamenti degli agenti del settore coinvolto in altri contesti del penitenziario.

Il Garante nell'apprezzare le misure di contenimento adottate al fine di contrastare la diffusione del contagio in un ambiente come quello del carcere invita il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria a prendere in seria considerazione le necessità del penitenziario di Parma che continua  ad operare in condizioni di urgenza ospitando ormai 725 detenuti ai quali non è corrisposto un proporzionale aumento di uomini della Polizia penitenziaria e dei servizi previsti dall'Ordinamento penitenziario che devono essere erogati ai detenuti.

Infine un invito all'AUSL di Parma e ai competenti uffici della amministrazione penitenziaria affinché, al pari dei liberi cittadini che stanno vivendo gli effetti del contagio da Covid19, informino quotidianamente i famigliari e gli avvocati dei detenuti sullo stato di salute dei congiunti ristretti.

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