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Ampliamento del carcere, la Garante regionale: "Auspico che gli spazi siano utilizzati per l'ampliamento del Centro diagnostico"

Dopo le dichiarazioni del Garante del Comune di Parma Roberto Cavalieri  che aveva fatto un appello alle Istituzioni per schierarsi contro la costruzione della nuova struttura a Garante Regionale Desi Bruno replica con una nota

Lavori per il nuovo padiglione del carcere di Parma, che se ultimato ospiterà 200 detenuti. Dopo le dichiarazioni del Garante del Comune di Parma Roberto Cavalieri  che aveva fatto un appello alle Istituzioni per schierarsi contro la costruzione della nuova struttura a Garante Regionale Desi Bruno replica con una nota: 

"Con riferimento alle dichiarazioni del Garante del Comune di Parma, e riportate dalla vostra testata in data 2 agosto u.s., relative al ritenuto appello della Garante regionale per la prosecuzione dei lavori di costruzione del nuovo padiglione presso gli II.PP. di Parma, si precisa quanto segue, non essendo le stesse veritiere : ad aprile 2015, nel corso di una riunione dei Garanti regionali con i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, è stata data la conferma che sarebbero stati portati a termine i lavori di ampliamento del penitenziario parmense, con la costruzione di un nuovo padiglione, anche in ragione dell’aggiudicazione dell’appalto.

Ciò premesso, come anche riportato di recente con un comunicato stampa l’auspicio della Garante regionale è che i posti della nuova struttura vengano dedicati a ospitare spazi per l’ampliamento del Centro diagnostico terapeutico, di cui è costante la totale copertura dei posti disponibili e di conseguenza un numero eccessivo di detenuti affetti da gravi patologie, in ragione dei posti limitati a disposizione, viene collocato nelle ordinarie sezioni detentive, ambienti ovviamente inidonei per una persona malata il tutto nell'attesa, spesso lunga, che si liberi un posto. Tale criticità è stata segnalata all’Amministrazione Penitenziaria a più riprese dalla Garante regionale, in ragione delle doglianze giunte in maniera ricorrente da parte dei detenuti, soprattutto quelli con lunghe pene da scontare, legate alla promiscuità determinata dalla convivenza di persone sane e malate, che comporta un peggioramento delle condizioni di vita complessive, risultando fondamentale per la tutela del diritto alla salute delle persone detenute che i trasferimenti e le assegnazioni per motivi sanitari, giustificati per assicurare cure più adeguate al detenuto rispetto al carcere di provenienza, intervengano solo previa valutazione dell'effettiva sostenibilità della presa in carico nel breve periodo"

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