Carcere, lancia olio bollente contro un detenuto: ferito anche un agente

Autore del gesto un ergastolano che pare si volesse vendicare di presunte violenze ricevute da altri detenuti. Un paio di settimane fa l'aggressione al direttore e la lettera del sindaco al ministro Alfano

Un detenuto, con un recente passato al regime del 41-bis, recluso presso la sezione Alta Sicurezza dell’Istituto penitenziario di Parma, ha lanciato dell'olio bollente contro un altro detenuto.
La notizia viene diffusa dal segretario generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno.
L’episodio si è verificato ieri mattina nella cella di un detenuto italiano, L. A., condannato all’ergastolo per 416-bis (reato per associazione di tipo mafioso). 

Quando il detenuto lavorante addetto al ritiro della spazzatura è entrato in cella, L.A. ha impugnato la padella con l’olio bollente con il chiaro intento di lanciarglielo contro.  La manovra non è sfuggita all’attento agente di sorveglianza che ha prontamente spintonato il detenuto obiettivo del lancio,  portandolo fuori traiettoria della massa liquida bollente. L’agente e il detenuto, quindi, sono stati colpiti solo marginalmente dall’olio bollente. L’agente ha riportato ustioni di primo grado al volto con prognosi di sei giorni. Il detenuto addetto al ritiro della spazzatura ha riportato ustioni di primo grado e giudicato guaribile in trenta giorni.

Pare che lo sconsiderato gesto sia da riportare alla volontà dell’ex 41-bis (presunto portatore di handicap) di vendicarsi di presunte violenze ricevute da altri detenuti, alcuni giorni fa, al rientro dall’ora d’aria. "In ogni caso – dichiara Sarno – intendiamo sottolineare come l’ennesimo atto di violenza, posto in essere da detenuti ristretti  nell’Istituto parmense, non abbia fatto registrare ben più gravi conseguenze solo grazie alla pronta reazione dell’agente il cui gesto, auspichiamo, possa essere adeguatamente considerato dall’Amministrazione penitenziaria"

Il fattaccio di ieri riporta in auge le polemiche sulla gestione di detenuti “particolari” a Parma. Un paio di settimane fa l'aggressione al direttore del carcere e la lettera del sindaco Vignali al ministro Alfano.
"Occorre una immediata verifica delle condizioni fisiche dell’ergastolano- avverte il segretario della UIL Penitenziari - Se è davvero portatore di handicap grave (con tanto di sedia a rotelle e badante)  deve essere ristretto nelle specifiche sezioni destinate ai disabili (che non offrono adeguate condizioni di sicurezza). Il suo permanere, in tali condizioni, nella sezione Alta Sicurezza di Parma può essere, di contro, motivo di grave turbamento dell’ordine e della disciplina".

"E’ una situazione che i sanitari debbono chiarire con urgenza. Quanto accaduto ieri è prodromico delle difficoltà che il personale deve affrontare in situazione, peraltro, di grave carenza organica. Più volte, ad esempio,  abbiamo segnalato l’anomala situazione che vede gli agenti del quadro permanente di Parma addetti alla sorveglianza di detenuti sottoposti al regime del 41-bis, laddove una specifica legge impone la sorveglianza di tali detenuti affidata esclusivamente al reparto GOM (Gruppo Operativo Mobile) della polizia penitenziaria.

Peraltro – ricorda Eugenio Sarno – la UIL Penitenziari di Parma,  recentemente, ha sollecitato le autorità penitenziarie e sanitarie ad una verifica sulla gestione di detenuti affetti da patologie costretti, sempre più spesso, a ricoveri in luoghi esterni di cura. Questi ricoveri determinano un grave sovraccarico di lavoro per gli agenti penitenziari ed affermano situazioni di rischio  sia per l’incolumità delle  persone che per l’ordine pubblico".

Nel carcere di Parma, lo ricordiamo, sono detenuti tra gli altri anche il boss Bernardo Provenzano e il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Massimo Ciancimino.
 

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