Carcere, Marco Maria Freddi ci ha raccontato la sua visita alla Casa Circondariale

Chiacchierata non convenzionale con l'esponente dei Radicali: "La maggior parte dei detenuti sono poveri che hanno perso qualsiasi protezione sociale, il carcere è un Istituto non riformabile, solo il 10% dei detenuti in Italia sceglie di delinquere"

Marco Maria Freddi con Pannella

Carcere di via Burla a Parma. L'esponente dei Radicali di Parma Marco Maria Freddi ha visitato, nei giorni scorsi, la Casa Circondariale all'interno degli Istituti Penitenziari di Parma. Aldilà della emergenza sicurezza e delle pene che vengono scontate all'interno della struttura detentiva abbiamo scelto di far due chiacchiere di Freddi per capire meglio quali sono, secondo le sue osservazioni, le dinamiche che vive che è rinchiuso all'interno del carcere. "

"Come Radicali svolgiamo le visite alla carceri italianie con cadenza mensile e cerchiamo il contatto diretto con i detenuti, abbiamo un buon rapporto anche con la Polizia Penitenziria, siamo orientati al diritto, gli ambiti che abbiamo visitato sono quelli della media sicurezza, ovvero la Casa Circondariale, il 41 bis lo abbiamo visitato la scorsa primavera". 

Nella media sicurezza ci sono ambiti rimessi a nuovo con ampi spazi di svago con tavolini, pin pong e altro, tutto ciò si contrappone all'area destinata ai disabili e agli extracomunitari. Questa è la parte che mi ha personalmente colpito: c'è una grossa contraddizione i migranti sono un pò isolati e non conoscono la lingua, queste nuove povertà che entrano nelle carceri non sono consapevoli dei propri diritti. Ho parlato con un gruppo di ragazzi nigeriani in inglese che si sono aperti con noi: rispetto agli italiani spesso non hanno famiglia e non hanno un supporto economico "Ho dovuto vivere per tanto tempo in una cella sporca perchè non avevo i soldi 
per comprarmi il detersivo"
mi ha detto un detenuto. Questi ragazzi vivono dentro questo reparto in 8 in 25 metri quadrati, hanno spazi molto piccoli, non hanno la libertà di poter socializzare tra loro, la situazione igienica è un pò peggiore rispetto a quella destinata agli italiani, il Giudice di Sorveglianza, come in tutte le carceri italiane, latita".

"Vorrei aprire il capitolo dell'utilità di tenere in galera tutte queste persone, ancora ci sono persone condannate per clandestinità, l'unico reato che hanno compiuto è essere nati in un Paese che non è l'Italia ed entrare in territorio italiano per necessità. Tutt'ora, per un buco legislativo, ci sono ancora persone in galera per questo. Penso che il carcere sia un istituto non riformabile, la classe politica dovrebbe guardare alla realtà dei fatti, al numero di suicidi dei detenuti (15% più alta della media) e dei poliziotti penitenziari, l'uso massiccio degli psicofarmaci. E' un sistema che produce altri criminali, altri crimini e per cui non diamo neanche sicurezza ai nostri cittadini. Il carcere dovrebbe essere utilizzata solo per le persone che decidono di deliquere, la maggior parte sono poveri che hanno perso qualsiasi protezione sociale, alla fine arrivano al carcere. Molti giuristi che chi realmente decide di vivere di delinquenza sono il 10% della popolazione carceraria, 5 mila persone in Italia. La restante percentuale 45 mila persone in galera per povertà, l'idea del carcere ad ogni costo non è accettabile. I nostri politici riescono ad immaginare solo nuovi reati ed altra galera. L'unica risposta data da Renzi a Roma Capitale è stata di inasprire le pene, portiamo la concussione da 6a 8 anni, come se due anni risolvessero il problema della corruzione. Le carceri sono la punta di un iceberg perchè riteniamo che rappresenti l'esempio classico del non rispetto dello stato di diritto".  
 

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