Carcere di via Burla al collasso: il sindaco scrive al ministro Alfano

Vignali: "Nell'istituto esiste fra la popolazione carceraria ed agenti della polizia penitenziaria, un rapporto assolutamente sproporzionato". Ieri un detenuto ha aggredito il direttore del carcere e un ispettore

Il sindaco Pietro Vignali ha scritto al ministro della Giustizia Angelino Alfano per porre all’attenzione del guardasigilli la questione  sovraffollamento nel carcere di via Burla. Nella missiva, inviata ieri (fra l’altro ancor’prima di conoscere la notizia della tentata aggressione al direttore del carcere di Parma Silvio Di Gregorio), il primo cittadino sottolinea come sia stato da più parti segnalato che “nell’Istituto Penitenziario di Parma, da tanto tempo, esiste fra la popolazione carceraria ed agenti della polizia penitenziaria, un rapporto assolutamente sproporzionato e non conforme ad un corretto criterio di organizzazione e gestione dell’Istituto”.

Questa situazione incide negativamente sulla qualità del servizio, “generando un modello organizzativo e gestionale dell’Istituto incongruo e pericoloso per gli operatori”. Da qui la richiesta di intervento al ministro. “La funzione degli Istituti di pena – scrive il sindaco - pur rivestendo una peculiarità e delicatezza particolare, rappresenta sempre un servizio reso nell’interesse della comunità, per cui non posso sottrarmi all’obbligo di segnalare alla Sua attenzione questa grave disfunzione, affinché un Suo autorevole intervento presso i competenti organi del suo dicastero, possa  eliminare o almeno ridurre, le criticità segnalate”. 

CARCERE: DETENUTO AGGREDISCE DIRETTORE E ISPETTORE
Il direttore del carcere di Parma e' stato colpito con un calcio e il vice comandante della Polizia penitenziaria, ferito al mento, e' stato portato in ospedale per medicazioni del caso. Protagonista dell'aggressione un detenuto, O.U. di 39 anni, sottoposto al regime del 41 bis che, nei giorni scorsi, aveva gia' colpito sei agenti della Polizia penitenziaria ed il medico della struttura.
Gli atti di violenza sono avvenuti durante il consiglio di disciplina convocato proprio per determinare la sanzione disciplinare.

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