Carcere di via Burla, sit-in della Penitenziaria: "Abbandonati da tutti"

La protesta del Sappe in Emilia Romagna. Il segretario regionale Maiorisi: "Manca il personale, mancano i soldi per la manutenzione dei mezzi e per pagare gli straordinari. Siamo al collasso, soprattutto a Parma"

Riuniti con striscioni e volantini, ripetono a gran voce ciò che da tempo ribadiscono. Diritti. Ad agire, davanti a tutte le carceri della regione, sono gli aderenti alla manifestazione organizzata dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Non solo a Parma, ma anche a Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini, le sedi penitenziarie diventano teatro di protesta.

"Ci sentiamo abbandonati da tutti! Non vogliamo rassegnarci, ma non è facile continuare in questo modo" afferma un dipendente. Lunga la lista di ragioni per urlare il dissenso, affermano. Prima fra tutte l'insufficienza di personale in base alla capienza delle strutture, aggravata dal sovraffollamento delle stesse. Mancano i soldi per la manutenzione degli automezzi del Corpo, è esiguo il numero di veicoli per il trasporto dei detenuti e sono numerose le caserme che necessiterebbero interventi di manutenzione. Spesso, denunciano i manifestanti, il personale di Polizia Penitenziaria si trova a dover coprire più posti di servizio contemporaneamente, senza ricevere adeguata retribuzione, in considerazione, ad esempio, anche della mancanza di fondi per la liquidazione delle prestazioni di lavoro straordinario. Si tratta di carenze presenti non solo a livello regionale ma su scala nazionale, come dimostrato dalla mancanza di 6500 agenti.

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Chiesto un intervento immediato da parte dell'Esecutivo. "Non possiamo imputare nessuna colpa alla dirigenza dell'istituto – afferma Errico Maiorisi, segretario regionale Sappe –, sono problemi che riflettono il governo nazionale che ha sbandierato, da anni, questo piano straordinario delle carceri. A conti fatti, siamo carenti di alto numero di unità, il sovraffollamento aumenta, posti in più non se ne vedono e i disagi si moltiplicano giorno per giorno. Il Governo prima si riempie la bocca di sicurezza e poi blocca gli stipendi.

Siamo stati costretti a protestare in tutta la regione, non c'è rimasto altro da fare, il collasso è arrivato. Soprattutto Parma, avendo una categoria di detenuti particolare, 41 bis e via dicendo, è quella che maggiormente, assieme a Bologna, subisce la criticità penitenziaria. E' di pochi giorni fa il suicidio di un detenuto. Purtroppo si sentono abbandonati a se stessi, considerata anche la carenza di educatori. Vengono scaricate sulla penitenziaria le problematiche carcerarie legate anche alle famiglie e, purtroppo, laddove non arriviamo noi, non c'è niente, col risultato di gesti estremi".

Secondo Maiorisi, un ruolo di supporto da parte delle istituzioni locali potrebbe permettere di  alleggerire alcune criticità relative alla sfera psicologia dei detenuti.
"A livello comunale qualche iniziativa è stata presa, come per la Festa del Papà. Servono, però, iniziative più concrete, con l'appoggio delle istituzioni e di alcune associazioni si potrebbe intervenire per cercare almeno di colmare il vuoto interiore sofferto dai detenuti. In questo senso sarebbe importante l'aiuto dell'Amministrazione comunale. Chiederemo sicuramente un incontro con il Sindaco e con l'Assessore Fecci in merito".
Prevista una nuova manifestazione in tempi brevi, nell'intento di innescare anche una sensibilizzazione nell'opinione pubblica. "Abbiamo chiesto un incontro con il Prefetto, attendiamo una risposta. In ogni caso, manifesteremo davanti alla Prefettura entro i primi giorni del mese".

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