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Detenuti, la visita della garante Bruno: "Situazione critica per centro diagnosi"

Sarebbero ancora critiche le condizioni del centro diagnostico del carcere di via Burla secondo quanto dichiarato a seguito di una visita dalla garante regionale dei detenuti Desi Bruno i

Ieri 18 settembre, la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, e il Garante di Parma, Roberto Cavalieri, hanno incontrato agli Istituti penitenziari di Parma il direttore reggente in missione, Mario Antonio Galati, e il dirigente medico referente dell’Ausl di Parma per la sanità penitenziaria, Francesco Ciusa. Nella struttura carceraria, al 18 settembre risultano 531 detenuti presenti (la capienza regolamentare è di 385 posti, quella “tollerata” di 652), di cui 399 condannati in via definitiva (132 gli imputati), 80 ergastolani, 61 in regime di 41bis, 276 detenuti comuni, 11 ammessi al lavoro all’esterno, 178 stranieri; 28 i ricoverati al Centro diagnostico e terapeutico (Cdt), 8 nella sezione per tetraparaplegici. Del circuito dell’alta sicurezza, fanno parte 192 detenuti. Dalla visita effettuata - secondo quanto reso noto in un comunicato diffuso, emerge la permanenza della criticità relativa alla situazione sanitaria, con particolare riferimento al Cdt gestito dall’Ausl all’interno della struttura, dove vengono assegnati i detenuti per il trattamento di patologie in fase acuta o cronica. Per disposizione dipartimentale, continuano a essere inviati a Parma detenuti malati da altri istituti di pena, ben oltre il numero dei posti di ricovero disponibili, con la risultante, sottolinea l'Ufficio del Garante regionale, "che intere sezioni ordinarie sono occupate da detenuti affetti da gravi patologie, nell’attesa di essere ricoverati nel centro clinico".

Tale criticità è stata da tempo segnalata dalla Garante alle autorità competenti, in particolare al ministro della Giustizia e ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap), chiedendo una razionalizzazione delle assegnazioni al centro clinico di Parma, da effettuare solo a condizione della possibilità di un’effettiva presa in carico. Allo stato, "non risulta sia stata invertita la tendenza in atto, anzi si registra un aumento delle assegnazioni, con detenuti che giungono a Parma in ragione di sfollamenti di altri centri clinici nazionali". Si segnalano ulteriori recenti investimenti da parte dell’Ausl di Parma, relativi all’acquisto di macchinari medici che consentiranno di effettuare esami specialistici all’interno della struttura penitenziaria, incidendo positivamente sul carico di lavoro della Polizia penitenziaria di cui è nota la difficoltà a garantire gli accompagnamenti all’esterno dei detenuti. Infine, persiste la mancanza di un medico specialista in urologia. Si è appreso che esiste un progetto per provvedere all’arredo degli spazi detentivi della Sezione Iride, destinata ai detenuti in isolamento disciplinare, sanitario e giudiziario, anche in linea con quanto segnalato dalla Garante regionale e dal Garante di Parma che, con apposita nota, avevano chiesto al Provveditorato regionale di modificare in maniera sostanziale le condizioni dell’isolamento, per tutelare l’equilibrio psico-fisico delle persone. Al momento, sono sospesi i lavori relativi alla costruzione del nuovo padiglione.

Una recente disposizione legislativa ha stabilito la decadenza dall’incarico del Commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie, adottato dal ministro della Giustizia, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, che definirà le misure necessarie per assicurare la continuità e il raccordo delle attività già svolte nell’ambito del cosiddetto Piano carceri, ossia il piano di intervento per realizzare nuove infrastrutture carcerarie, per l’adeguamento e il potenziamento di quelle esistenti. La Garante regionale e il Garante comunale hanno effettuato colloqui con i detenuti. Le principali segnalazioni riguardano la materia sanitaria e la territorialità della pena, con la richiesta di favorire il trasferimento in istituti penitenziari più vicini al luogo di residenza della famiglia; inoltre, i detenuti del circuito differenziato dell’alta sicurezza chiedono, anche in ragione dei lunghi periodi detentivi che li riguardano, un potenziamento delle opportunità trattamentali, con particolare riguardo allo studio e al lavoro.

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