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Fontevivo, presto una casa di accoglienza per rifugiati - Fiazza: 'Sosterremo chi protesta contro'

"So che tanti cittadini del nostro comune si stanno mobilitando per manifestare la loro contrarietà. Sappiano che non saranno lasciati soli, io e la mia amministrazione li sosterremo”

“Apprendo  che il Prefetto di Parma ha dato il via libera per l’accoglienza a Fontevivo di un gruppo di profughi. So che tanti cittadini del nostro comune si stanno mobilitando per manifestare la loro contrarietà. Sappiano che non saranno lasciati soli, io e la mia amministrazione li sosterremo”. Inizia così la riflessione di Tommaso Fiazza, primo cittadino di Fontevivo.
 
Il discorso, spiega Fiazza, “è sempre quello. La onlus, che ha ottenuto il mandato dalla Prefettura, ha preso in affitto una casa privata, poco distante da un noto locale fontevivese oltre che vicinissimo ad altre abitazioni, e si occuperà personalmente dell’accoglienza. In cambio, verranno corrisposti i noti 35 euro al giorno pro capite a “ospite”, dalla Prefettura, soldi dei contribuenti, ovviamente. E sappiamo bene che solo una percentuale molto bassa è di veri rifugiati dalle guerre, gli altri sono migranti economici in cerca di fortuna. 
 
Non mi sembra giusto che lo stato stanzi così tante risorse per queste persone e come al solito si dimentichi di cittadini italiani, di residenza o di diritto, che pagano da anni le tasse nel nostro paese e si trovano in difficoltà. Nonostante una delibera consiliare dell’Amministrazione in carica, la numero 37 del 16 settembre 2015, con la quale, spiega chiaramente il primo cittadino “l’Amministrazione comunale comunicava di non aver a disposizione alloggi” non ci sono modi per ostare ad eventuali iniziative private.
 
Per questa ragione, chiude il Sindaco fontevivese, “ci impegniamo fin d’ora a vegliare, affinché nella casa d’accoglienza vengano rispettate tutte le norme igienico sanitarie previste dalla legge italiana utili a garantire una permanenza dignitosa e salutare. Inoltre vogliamo avere dalla ONLUS e dalla Prefettura una certificazione medica sullo stato di salute degli accolti, in modo da non creare problemi sanitari alla popolazione residente”.

 
 In chiusura, una stoccata all’opposizione: “Le minoranze avevano votato contro alla nostra delibera, forse non cogliendone il significato. La nostra sola preoccupazione è che la onlus affidataria garantisca dignità e igiene ai profughi oltre che non arrecare alcun danno ai nostri cittadini e alla collettività”.

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