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"Casa d'Asilio": le famiglie potranno ospitare minori stranieri non accompagnati

Presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa in comune il progetto vede coinvolti oltre che Parma il comune di Fidenza e quello di Langhirano in stretta collaborazione con il terzo settore. Previsti corsi per le famiglie.

Il comune di Parma inaugura un nuovo progetto rivolto all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (richiedenti asilo e non). Si chiama “Casa d'Asilo” e la prevede che le famiglie, in seguito ad una adeguata formazione e valutazione possano richiedere in affido un minore non accompagnato, percependo una quota di 632 euro mensili a sostegno delle spese. Questa mattina è stato presentato dall'Assessore al Welfare Laura Rossi, da Alberto Anelli del CIAC,  da Rita Peveri dei Servizi Sociali di Fidenza e da Elisabetta Mora, responsabile della Struttura Operativa Fragilità del Settore Sociale del Comune di Parma. Il progetto infatti, approvato dal Ministero dell’Interno e diffuso su tutto il territorio nazionale,  è stato avviato a Parma nel dicembre 2015 e  rientra nel Sistema di protezione ed accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). A collaborare sono il Comune di Parma come ente capofila, il Comune di Fidenza in qualità di capofila del Distretto sociosanitario di Fidenza, il Comune di Langhirano in qualità di capofila del Distretto sud-est ed il Centro Immigrazione Asilo Cooperazione Internazionale di Parma e provincia. Si tratta di un progetto di seconda accoglienza che si pone l'obiettivo di aumentare la capacità di ricezione delle famiglie in favore dei minori stranieri non accompagnati.

I destinatari sono  i minori  che provengono da altri  Paesi  ed entrano nel territorio degli Stati membri dell’Unione Europea senza essere affiancati da una persona adulta responsabile.

Il comune spiega in una nota: “Parma è una città – ha detto l'assessore al Welfare Laura Rossi – storicamente all'avanguardia nell'accoglienza di minori stranieri non accompagnati e sensibile a questa tematica. Il fenomeno negli ultimi anni è notevolmente cambiato, come sono cambiati i luoghi di provenienza e i trascorsi dei ragazzi. Questo progetto vuole essere un modo per adeguarsi alle nuove necessità e bisogni, nel percorso di crescita, culturale e di integrazione sociale dei minori, promuovendo l'accoglienza in famiglia: la modalità più proficua e formativa, che verrà comunque preceduta dal passaggio iniziale nelle strutture di prima accoglienza e successivamente supportata dai vari servizi”. 

Si tratta, infatti, di bimbi e ragazzi che sono stati costretti ad intraprendere questo viaggio a causa dei conflitti socio-politici e/o dell’estrema povertà del proprio paese: è quindi fondamentale offrire a questi giovani un accogliente contesto di vita che consenta loro di costruire le basi per un futuro migliore.

“Il fenomeno di minori stranieri non accompagnati – ha aggiunto Alberto Anelli dell'Associazione CIAC Onlus (Centro Immigrazione Asilo Cooperazione Internazionale di Parma e provincia) – è in forte aumento nel nostro territorio ed è stato necessario approcciarsi ad esso non in ottica di emergenza, ma di sistema, così da poter accompagnare i ragazzi in un percorso di piena autonomia per il loro futuro”.

“E' importante – ha sottolineato Rita Peveri, coordinatrice del servizio sociale del Comune di Fidenza – che la solidarietà verso questi giovani parta e si sviluppi soprattutto nell'ambito di una famiglia, nucleo fondamentale della nostra società e risorsa preziosa, in rete con gli altri servizi, nel processo di crescita e integrazione di questi ragazzi”.

Il Ministero finanzia gli enti 45 euro al giorno per minore ed è inoltre previsto un co-finanziamento massimo del 20%, da parte dei partner del progetto, a favore di attività d’integrazione per i ragazzi (corsi di formazione, tirocini formativi, spese scolastiche, spese per il trasporto).

Nel mese di maggio a Parma prenderà avvio, presso il Centro per le Famiglie, la formazione rivolta alle famiglie (14 ore serali e/o sabato mattina) con successiva valutazione dei singoli nuclei.

Alle famiglie sarà dunque riconosciuta una quota affido di 632 euro mensili.

Come ha spiegato Elisabetta Mora, responsabile della Struttura Operativa Fragilità del Settore Sociale del Comune di Parma, l’accoglienza dei minori è prevista in diverse realtà del territorio: presso strutture educative come “Lo Stralisco” della Coop. sociale Pro.ges onlus, “La Tenda degli Argini” dell’Associazione La Tenda degli Argini ed “Il Nido” del Consorzio gruppo Ceis Coop. Sociale, e presso famiglie italiane e/o provenienti da altri paesi disponibili ad accompagnare i giovani migranti nel loro percorso d’integrazione nel tessuto sociale della nostra città.

“Casa d’Asilo”, infatti, si fonda sul coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali in stretta collaborazione con le realtà del Terzo Settore, proprio al fine di garantire ai ragazzi un’accoglienza integrata con misure di orientamento ed accompagnamento legale e sociale, nonché per la costruzione di percorsi individuali di inclusione ed inserimento economico e sociale.

Per chiarimenti sul progetto e/o per offrire disponibilità all’accoglienza, si può contattare il Settore Sociale del Comune di Parma, Progetto Minori Stranieri Non Accompagnati, ai recapiti telefonici 0521 052140521 oppure 0521 031611”.

Ecco alcuni dati:

Minori stranieri non accompagnati:

La presenza costante di minori stranieri non accompagnati all’interno dei flussi migratori non programmati dell’ultimo decennio ha evidenziato la necessità di mettere a punto un’organizzazione dei servizi e degli interventi di tutela che si dimostrassero adeguati ad affrontare le specifiche problematiche ed esigenze poste da questa particolare utenza.

La complessità insita nell’intersezione tra obblighi di protezione della minore età e specificità socio-culturali dei ragazzi e del loro percorso migratorio si sono scontrati talvolta con l’insufficienza di strumenti e risorse dedicate: è risultata evidente la necessità di intervenire tempestivamente con risorse dedicate e professionalità specifiche in maniera particolare nella fase della prima accoglienza.

Il “Piano operativo nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extra comunitari”, approvato in Conferenza Unificata il 10 luglio 2014, ha pertanto stabilito l’attivazione di strutture governative di primissima accoglienza ad alta specializzazione, che accolgono i minori in fase di primo rintraccio e la previsione di un’accoglienza di secondo livello di tutti i ragazzi nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

Ad oggi lo Sprar non esaurisce il sistema di accoglienza ma in prospettiva viene definito quale sistema unico di accoglienza delle persone richiedenti o titolari di protezione internazionale e di tutti i minori stranieri non accompagnati non accompagnati/separati.

Sprar - sistema di protezione ed accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati:

Sprar è il sistema di protezione ed accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio nazionale, fondato sul coinvolgimento delle istituzioni centrali e locali.

E' costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza di migranti forzati accedono (nei limiti delle risorse disponibili) al Fondo nazionale per le politiche e i servizi per l’asilo, gestito dal Ministero dell’Interno e previsto dalla legge finanziaria dello Stato.A livello territoriale gli enti locali, in collaborazione con le realtà del Terzo Settore,  garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che prevedono misure di orientamento ed accompagnamento legale e sociale, nonché la costruzione di percorsi individuali di inclusione ed inserimento economico e sociale.

In particolare per i minori stranieri non accompagnati sono previste strutture governative di primissima accoglienza (per non più di 60 giorni) per l’espletamento delle operazioni di identificazione e l’eventuale accertamento dell’età. 

Le strutture sono attivate dal Ministero dell’Interno in accordo con l’ente locale e gestite dal Ministero stesso anche in convenzione con l’ente locale. Ad oggi vi sono 15 centri sul territorio nazionale.

La seconda accoglienza dei minori accompagnati/separati (dopo l’ingresso in Italia) è disposta nelle strutture Sprar ed in assenza di posti disponibili, l’accoglienza è operata dall’ente locale (Fondo nazionale per accoglienza minori stranieri non accompagnati).

Ad oggi quando si parla di minori stranieri non accompagnati si considerano sia quelli richiedenti asilo che non.

109 progetti in Italia con 1852 posti.

I 109 progetti dedicati ai msna si aggiungono ai 348 dedicati all’accoglienza degli adulti/famiglie richiedenti asilo e ai 30 dedicati alle persone maggiormente vulnerabili per un totale di 22.559 posti su tutto il territorio nazionale.

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