Traiettorie 2011 chiude alla Casa della Musica con l’Ensemble Recherche

Domani, venerdì 4 novembre 2011, ore 20.30

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

venerdì 4 novembre 2011      Casa della Musica, ore 20.30 Ensemble Recherche   "Darkness"   Martin Fahlenbock, flauto Christian Dierstein, percussioni Klaus Steffes-Holländer, pianoforte Barbara Maurer, viola     Rebecca Saunders (1967) Duo 3 (1999, rev. 2001) per viola e percussioni, 17'   Brian Ferneyhough (1943) Mnemosyne (1986) per flauto basso e nastro magnetico, 10'   Karlheinz Stockhausen (1928-2007) Klavierstück IX (1954-1961) per pianoforte, 10'   Martino Traversa (1960) Bianco, ma non troppo (1995-1996) per flauto basso e nastro magnetico, 12'   Beat Furrer (1954) a due (1997) per viola e pianoforte, 15'                                  Isabel Mundry (1963) Komposition für Flöte und Schlagzeug (1999) per flauto e percussioni, 10'     Domani, venerdì 4 novembre alle ore 20.30 nella Sala dei Concerti di Casa della Musica, si terrà l’appuntamento conclusivo della Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea “Traiettorie” che anche per questa sua ventunesima edizione conferma la propria eccellenza all’interno del panorama culturale italiano, nella diffusione del linguaggio musicale del nostro tempo, lasciandosi alle spalle una serie di prestigiosi e come sempre apprezzatissimi appuntamenti. Protagonisti dell’ultimo concerto in calendario saranno i solisti dell’Ensemble Recherche: Martin Fahlenbock (flauto), Christian Dierstein (percussioni), Klaus Steffes-Holländer (pianoforte) e Barbara Maurer (viola).   Nonostante lo stesso Stockhausen avesse definito il suo nono Klavierstück uno studio su come trascorre il tempo, questo è l’unico dei pezzi del concerto di Ensemble Recherche a conclusione di Traiettorie 2011, a basarsi su un gioco di percezione temporale e per di più costruito su una struttura matematica predefinita: tutto il resto del programma si basa invece sulla ricerca di strade musicali che si concentrano sul timbro, sulle dinamiche, sull’emozione. Uno sguardo alle date rende conto della distanza fra questi due modi di fare musica: il Klavierstück di Stockhausen risale alla seconda metà degli anni Cinquanta, gli altri pezzi – con la sola eccezione di Mnemosyne di Brian Ferneyhough che data al 1986 – sono un tuffo negli anni Novanta, vale a dire in un periodo nel quale comincia a imporsi il bisogno di chiarezza, di una creatività svincolata da schemi a priori, di una musica di sensazioni. C’è un perché intorno a questa scelta. Intorno al capolavoro di Stockhausen, dieci minuti sulla percezione elastica del tempo e su effetti sonori per pianoforte, basato sulla combinazione aritmetica di un accordo ripetuto e di una scala con note di durata differente, l’ensemble di Friburgo – da ventisei anni fra i gruppi leader di musica contemporanea al mondo – dispiega un singolare quintetto di brani aperto da Duo 3 di Rebecca Saunders, una lunga seduta fra viola e percussioni nella quale i suoni e i silenzi non sono che scambi di forze e delicatezze, senza alcuna velleità di scatenare reazioni percettive nell’ascoltatore; e chiuso da un pezzo molto diverso ma in fondo non così distante come Komposition für Flöte und Schlagzeug di Isabel Mundry, in cui questa volta sono i suoni di flauto e percussioni a dialogare sibilando, con vellutata delicatezza, senza alcuna pretesa se non di affascinare per quello che sono. Di nuovo la viola, questa volta con il pianoforte, è protagonista di un altro studio sul dialogo timbrico, un dialogo che si muove fra suoni sordi come rumori e suoni evocatori come voci, a due di Beat Furrer, fondatore del prestigioso ensemble Klangforum Wien. Forse solo Mnemosyne di Ferneyhough si stacca da questa falsariga: ma rispetto alle tortuose creazioni precedenti del compositore inglese non crea problemi se non agli esecutori, che si trovano costretti a eseguire poche possibilità di accordi sulla base delle indicazioni del nastro magnetico. L’altro pezzo elettroacustico della serata, Bianco ma non troppo di Martino Traversa, creatore e direttore artistico di Traiettorie, torna in rassegna, con quel suo entrare e uscire dal silenzio, quel misterioso aggregarsi di suoni primordiali che lo rendono affascinante e inquietante al tempo stesso. Senso di costrizione in Ferneyhough, di esattezza in Stockhausen, di compressione in Furrer, di indefinitezza in Saunders e Mundry, di mistero impenetrabile in Traversa: forse a questo allude il titolo "Darkness", buio, scelto da Recherche per il concerto finale di Traiettorie 2011.   I biglietti si possono acquistare il giorno stesso del concerto, a partire dalle ore 14.30, presso la Reception della Casa della Musica (P.le San Francesco, 1 – Parma, tel. 0521 031170). È possibile prenotare telefonicamente ai recapiti della Fondazione Prometeo.     Ensemble Recherche Il tedesco Ensemble Recherche riveste un ruolo attivo nella storia della musica: con circa cinquecento prime esecuzioni, sin dalla sua fondazione nel 1985, ha contribuito in modo determinante all'evoluzione del repertorio contemporaneo di musica da camera e d'ensemble. Oltre ad essere impegnato in un'intensa attività concertistica, l'ensemble partecipa a progetti di teatro musicale, trasmissioni radiofoniche e film, offre corsi per strumentisti e compositori e promuove il coinvolgimento delle nuove generazioni: i suoi membri, oltre ad essere docenti di conservatorio, introducono all'ascolto e alla pratica della musica i bambini e i giovani delle scuole pubbliche nell'ambito del progetto "Hör Mal!". L’Ensemble Recherche organizza inoltre annualmente insieme all’Orchestra Barocca di Friburgo l’Ensemble-Akademie Freiburg, un forum per il perfezionamento di musicisti professionisti. Il gruppo, composto da nove solisti, ha conquistato grazie al suo alto profilo artistico una solida posizione sulla scena musicale internazionale. Il suo repertorio, partendo dai classici di fine Ottocento, spazia dall’Impressionismo francese alla Seconda Scuola Viennese e agli Espressionisti, alla Scuola di Darmstadt e allo Spettralismo francese, fino agli esperimenti dell’avanguardia odierna. L’Ensemble Recherche ha particolarmente a cuore anche la rivisitazione in chiave contemporanea della musica antecedente al Settecento. La grande varietà del suo repertorio è testimoniata da oltre cinquanta CD, molti dei quali hanno vinto premi nazionali ed internazionali, come il "Preis der deutschen Schallplattenkritik". (www.ensemble-recherche.de)     Per ulteriori informazioni: Fondazione Prometeo – Tel. 0521 708899 – info@fondazioneproemeteo.org - www.traiettorie.it

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