Sportello degli sfrattati davanti alla Prefettura. L'emergenza è visibile

Sono stati sfrattati dalle loro abitazioni e non sanno dove trascorrere la notte. Tante famiglie e singoli si sono ritrovati oggi pomeriggio davanti alla Prefettura di Parma in strada della Repubblica. La soluzione non arriverà dal Ministro Lupi: la protesta continua anche a Parma

Sono stati sfrattati dalle loro abitazioni e non sanno dove trascorrere la notte. Le tante famiglie e singoli che si sono ritrovati oggi pomeriggio davanti alla Prefettura di Parma in strada della Repubblica sono la versione parmigiana dell'emergenza abitativa che a Roma si è resa palese a tutta Italia con l'Acampada per 4 giorni davanti al Ministero delle Infrastrutture fino ad ottenere un incontro con il Ministro Lupi. Nella nostra città, in contemporanea con molte città italiane, oggi un centinaio di persone -tra cui la maggior parte erano famiglie sfrattate- hanno partecipato ad un presidio indetto dalla Rete Diritti in Casa. 'Armati' i fogli e biro gli attivisti hanno messo in strada lo sportello per il diritto alla casa che solitamente di tiene nelle mura chiuse della Casa Cantoniera di via Mantova.

Oggi invece il problema casa è stato mostrato a tutti. E Parma non è differente rispetto alle dinamiche nazionali: tra case vuote e sfitte e poche soluzioni all'emergenza abitativa sempre più nuclei sono costretti a vivere in strada e spesso entrano in edifici abbandonati. L'ultima occupazione è stato quella dell'ex cinema Lux di piazzale Bernieri che per ora prosegue. Durante il presidio -iniziato alle 18.30 e concluso alle 20.30- sono stati realizzati alcuni brevi blocchi stradali in strada Repubblica, tolti dopo pochi minuti.

Non vogliamo provocare disagi, siamo qui per parlare del problema degli sfratti. Sulle auto e sugli autobus ci sono persone come noi" dicono dal presidio. L'impressione è che chi vive in strada non sappia più a chi rivolgersi: non alle Istituzioni "che promettono e poi non mantengono", non agli esponenti politici "che sembrano ignorare il problema". Così ci si ritrova a condividere il problema della casa "durante lo sportello della Rete Diritti in Casa o durante i presidi antisfratto". Intanto in serata è arrivata la notizia che l'incontro con il Ministro Lupi a Roma è andato male: non ci sarà il blocco degli sfratti e il movimento ha annunciato nuove iniziative: anche a Parma il movimento di lotta per la casa si muoverà con iniziative nei prossimi giorni. 

Una delegazione di persone ha incontrato un rappresentante della Prefettura che ha assicurato ai manifestanti che parlerà del problema al Prefetto che a sua volta riferirà al Ministro. "Ci sono molti presidi sparsi sul territorio nazionale, a Roma, Torino, Bologna e in altre città -sottolinea un militante della Rete Diritti in Casa. Dall'incontro con il Ministro Lupi ci aspettiamo il blocco degli sfratti, un riconoscimento per le occupazioni che durano da più di 6 mesi, lo stop dei pignoramenti incolpevoli e degli sgomberi. Al sindaco Pizzarotti chiediamo una presa di posizione pubblica, come ha fatto il sindaco di Milano Pisapia sul blocco degli sfratti per fare pressione sul Prefetto, l'autorità che ha il potere di prendere questo provvedimento. Siamo qui anche per chiedere la liberazione dei compagni arrestati durante il corteo di Roma di sabato". 

Al termine del Consiglio Comunale è passato in strada Repubblica il consigliere del Pd Massimo Iotti che si è fermato per un confronto con gli sfrattati. Ha chiesto materiale informativo e ha ascoltato i manifestanti e le persone rimaste senza una casa. "Io stanotte con i miei figli non so dove dormire, non c'è posto nemmeno nei dormitori" gli dice uno sfrattato. "A noi ci dicono che nei dormitori ci sono posti liberi -dice Iotti verificherò la situazione. Chiamerò la responsabile dei servizi sociali". "Ci sono famiglie con bimbi piccoli senza un tetto, in Comune zero risposte" twitta il consigliere Iotti in tarda serata a @ParmaToday 

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