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Vertenze Spumador e Casalasco: interrogazioni dell'onorevole Paglia

L'Onorevole Giovanni Paglia, deputato Emiliano-Romagnolo di Sinistra Ecologia e Libertà, capogruppo di Sel in Commissione Finanze ha presentato due interrogazioni distinte per le vertenze Spumador e Casalasco ai Ministeri dell'Agricoltura e dello Sviluppo Economico

L'Onorevole Giovanni Paglia, deputato Emiliano-Romagnolo di Sinistra Ecologia e Libertà, capogruppo di Sel in Commissione Finanze ha presentato due interrogazioni distinte per le vertenze Spumador e Casalasco ai Ministeri dell'Agricoltura e dello Sviluppo Economico. 

INTERROGAZIONE CASALASCO. "Premesso che nell'aprile 2014 il Consorzio Casalasco annunciava la sua scelta di chiusura dello stabilimento di Felegara (PR), con conseguente proposta di trasferimento ad altro plesso delle 66 lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato. A seguito di tale decisione unilaterale si apriva una fase di conflitto, che portava nell'agosto del 2014 ad un accordo con le OOSS, che prevedeva il mantenimento a Felegara di un polo logistico e il trasferimento della produzione nei siti di Fontanellato e Rivarolo, con ricollocamento di tutti i dipendenti ad esclusione di quelli che avessero accettato la mobilitá incentivata. A oltre tre mesi di distanza da tale accordo, 12 dipendenti, fra cui 7 donne, hanno accettato la mobilità e 29, fra cui 4 donne, hanno ripreso servizio a Fontanellato, mentre 22, 11 delle quali donne e 4 su 5 di quelli appartenenti alle fasce deboli, sono ancora in attesa di una chiamata, che dovrebbe comunque riguardare lo stabilimento di Rivarolo. Fontanellato é il sito a più elevata capacità di assorbimento di personale, che parrebbe ancora non esaurita, mentre Rivarolo é il più lontano dalla residenza delle lavoratrici e dei lavoratori potenzialmente coinvolti, distando circa 120 chilometri fra andata e ritorno. Risulta evidente che una tale distanza rappresenta un oggettivo ostacolo al mantenimento del posto di lavoro per le lavoratrici donne, che lavorando su turni dovrebbero gestire un'assenza fino a 14 ore, incompatibile col lavoro di cura che la nostra società continua ad imporre loro, in assenza di una rete di welfare sufficiente.

Le stesse difficoltà possono essere rappresentate per i dipendenti appartenenti alle fasce protette. Ci si chiede quindi se le modalità con cui Casalasco abbia gestito l'applicazione dell'accordo rispondano fino in fondo allo spirito dello stesso, o se piuttosto la concentrazione nello stabilimento più lontano delle lavoratrici e lavoratori più in difficoltà non rappresenti in realtà una spinta impropria alla mobilità volontaria. Ricordato che Casalasco ha sottoscritto a gennaio un accordo con ISA (Istituto di sviluppo agroalimentare, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), finalizzato ad ottenere una partecipazione al capitale sociale pari a 12 milioni di euro, da versarsi in due tranche di 6 milionicadauna a gennaio 2014 e Maggio 2015, che porterà ISA a essere di fatto il maggior partecipante al Consorzio, pur avendo diritto come da statuto solo al 10 per cento dei diritti di voto. Proprio in virtù di questa partecipazione il Ministero dell'Agricoltura era stato parte attiva dell'accordo raggiunto in agosto 2014, della cui piena applicazione dovrebbe quindi essere garante. Purtroppo é frequente la prassi di utilizzare le crisi aziendali per scaricare le lavoratrici donne, i dipendenti appartenenti alle fasce deboli, nonché quelli più impegnati nelle lotte che accompagnano le fasi di ristrutturazione o comunque quelli ritenuti più scomodi, e tale prassi non sarà certo disincentivata dall'evoluzione in atto della normativa sul lavoro. Chiede quali azioni si intendano adottare a garanzia del pieno rispetto dell'accordo di agosto e della non discriminazione sul luogo di lavoro, tanto più in una fase delicata come quella che segue una ristrutturazione produttiva".

INTERROGAZIONE SPUMADOR. "Premesso che in Italia opera la società Spumador spa, storico player del mercato delle bibite analcoliche e delle acque minerali, con 440 dipendenti operanti in 5 stabilimenti e 22 linee produttive, dotato di marchi propri e con un'importante attività B2B. L'assetto societario vede dal 2011 la presenza maggioritaria della multinazionale olandese Refresco con il 76%, acquisito dal fondo LBMB. L'11 novembre 2014 la società ha comunicato l'intenzione di cessare entro dicembre 2014 la produzione nello stabilimento di Sant'Andrea Bagni (PR), salvo poi concordare in sede di trattativa sindacale un rinvio a settembre 2015, senza che questo rappresenti la chiusura della vertenza. Attualmente le OOSS sono impegnate per garantire ai 48 lavoratori impiegati, cui si aggiungono 25 stagionali, almeno l'accesso agli ammortizzatori sociali. Considerato inoltre che lo stabilimento di Sant'Andrea Bagni opera nell'imbottigliamento di acque minerali, grazie alla presenza di una fonte locale, di cui all'aut.min.san. 1759 del 11/12/1978. La società ha acquisito nel 2011 da Campari spa uno stabilimento in Sulmona (AQ), dove avrebbe effettuato importanti investimenti, anche grazie a incentivi di natura fiscale e extrafiscale. Sant'Andrea Bagni é situato nel Comune di Medesano, che insiste nella valle del Taro e del Ceno, zona già penalizzata sotto il profilo occupazionale e recentemente colpita anche dalla chiusura di uno stabilimento conserviero ad opera di Casalasco, di cui lo scrivente ha già dato notizia in altra interrogazione.Chiede quali misure si intendano adottare a tutela della continuità occupazionale e produttiva dello stabilimento di Sant'Andrea Bagni, e in particolare se non si ritenga utile e necessaria la revoca della concessione sulla fonte di acque minerali e la sua reattribuzione ad un soggetto interessato a continuare la produzione".

RETTIFICA DELLE FAMIGLIE VERGA E COLOMBO. Nello scritto, con riferimento alla società Spumador, viene riportato quanto segue: “L'assetto societario vede dal 2011 la presenza maggioritaria della multinazionale olandese Refresco con il 76%, acquisito dal fondo LBMB, e le famiglie Verga e Colombo con il 24%”. I miei assistiti tengono a precisare che – contrariamente a quanto affermato nell’articolo – le famiglie Verga e Colombo non detengono attualmente alcuna quota (né di maggioranza, né di minoranza) nella società Spumador, e sono pertanto completamente estranei ai fatti riferiti nell’articolo e nell’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Paglia. Più precisamente, le famiglie Verga e Colombo hanno ceduto le loro quote di maggioranza in Spumador nel 2005, e hanno ceduto altresì le residue quote di minoranza nel 2011.

Per completezza, si fa presente che le predette famiglie, da sempre attive nel settore beverage, hanno negli scorsi anni acquisito quote di maggioranza nelle aziende Fonte Ilaria SpA e Fonti di Posina Spa, perseguendo con successo in tali realtà politiche di continuità ed espansione produttiva ed occupazionale (nessun licenziamento e trentadue nuove assunzioni nell’ultimo biennio).

Per i motivi suddetti, le famiglie Verga e Colombo richiedono l’immediata rettifica dell’articolo pubblicato online, essendo ivi stati indebitamente rappresentati come soggetti coinvolti in manovre aziendali discutibili, che peraltro si pongono in contrasto con le politiche del lavoro da loro realmente perseguite e difese da decenni. Inutile osservare come la diffusione e la permanenza in rete di tale falsa notizia rechi ingiustificato nocumento alla reputazione dei miei assistiti, e per tali ragioni vi invitiamo a provvedere con la massima sollecitudine alla correzione degli articoli pubblicati e presenti nel web. Infine, con riferimento ai fatti riportati nell’interrogazione parlamentare, le Famiglie Verga e Colombo vogliono esprimere la loro più sentita vicinanza ai lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Sant’Andrea Bagni.

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