Casapound replica all'esposto dei partigiani: "Nulla da nascondere"

Il responsabile provinciale, Pier Paolo Mora: "Ciò che infastidisce i neopartigiani non sono tanto le nostre affermazioni ma il fatto che Blocco Studentesco guadagna sempre più consenso nelle scuole"

"Nonostante l'evidente tentativo di far parlare di sé in un momento in cui tutti giustamente pensano più al presente che al passato noi siamo assolutamente tranquilli e continueremo le nostre iniziative alla luce del sole come abbiamo sempre fatto, poiché non abbiamo nulla da nascondere". E' la replica del responsabile di Parma di Casa Pound, Pier Paolo Mora, che ha così replicato alla denuncia fatta al movimento per apologia del fascismo presentata da un gruppo di associazioni di partigiani.

Al centro della querela di Anpi, Aned, Anpc e Alpi, un volantino distribuito in novembre davanti ad alcune scuole della città emiliana dove, nella didascalia di una foto che ritraeva un partigiano, Casapound descriveva la Resistenza come "raffiche di mitra, violenze e stupri", paragonando poi i combattenti antifascisti ai miliziani di Gheddafi, aggiungendo "basta un'ora di viltà (...) per fare un partigiano". "Forse, in realtà - dice Casapound - ciò che infastidisce i neopartigiani non sono tanto le nostre affermazioni ma il fatto che gli studenti del Blocco Studentesco guadagnano sempre più consenso nelle scuole e che quindi anche queste, dopo la politica sociale al fianco del popolo, non risultano più essere un'esclusività della sinistra".

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