Le case occupate? Dopo lo sgombero il degrado avanza. Ed è tutto come prima

Alcune per anni, altre per decenni sono state disabitate e abbandonate al loro destino. Poi, per qualche mese, sono diventate la casa di alcune famiglie indigenti che non potevano permettersi di pagare un affitto. Ora, tranne le palazzine di via Guastalla che sono state abbattute, sono tutte vuote e avvolte dal degrado. Che avanza

Le due palazzine di via Bengasi

Alcune per anni, altre per decenni sono rimaste disabitate e abbandonate al loro destino. Poi, per qualche mese, sono diventate la casa di alcune famiglie indigenti che non potevano permettersi di pagare un affitto, nemmeno quello calmierato e non potevano rientrare nei progetti di Social Hounsing per mancanza di un reddito. Famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro, con figli disabili e in condizioni di estrema povertà. Poi gli edifici sono rimasti vuoti, in seguito allo sgombero delle strutture. Ora giacciono abbandonati e, tranne un caso, a distanza di anni non hanno subito nessun intervento di ristrutturazione.

Sono le ex case occupate negli ultimi anni a Parma: sgomberate e poi rimaste vuote, spesso in una situazione di estremo degrado. In via Trento, palazzina occupata il 5 marzo del 2011 e sgomberata in giornata dalle forze dell'ordine. La palazzina, che affaccia sulla via, è nello stato precedente allo sgombero. Ed è così da più di 15 anni, come riferito da alcuni residenti. In borgo Poi, la palazzina occupata da diverse famiglie il 19 novembre 2011 e poi lasciata libera il 4 febbraio 2013 in seguito ad una trattativa con il Comune che ha trovato una soluzione per alcune delle famiglie occupanti, è rimasta come era. Nessun lavoro di ristrutturazione, come annunciato dalla proprietà e dal cartello che riporta la data di inizio lavori nel gennaio del 2011. In via Casa Bianca il 18 maggio del 2013 avevano trovato rifugio alcune famiglie, poi sgomberate in seguito all'intervento delle forze dell'ordine. La struttura non ha subito variazioni e giace in stato di estremo abbandono, come al momento dell'ingresso delle famiglie. L'assessore Laura Rossi ha risposto a un nostro tweet: "Le case in oggetto sono di proprietà privata, rispondano del degrado". 

In via Bengasi la grossa palazzina occupata da famiglie e single nel novembre del 2010 e poi sgomberata il 14 marzo del 2012 con l'intervento delle forze dell'ordine con tanto di manifestante sul tetto, ora giace in stato di abbandono. Dal giorno dell'uscita delle famiglie nulla è cambiato: solo le erbacce che hanno preso possesso del cortile. E la situazione di abbandono si può facilmente verificare guardando le immagini. Al momento dello sgombero la palazzina ospitava circa 60 persone, che non hanno avuto un'alternativa per l'abitazione. 

L'ex scuola elementare di Marore, occupata il 25 aprile 2013 per dare vita allo Spazio Popolare Autogestito Sovescio e poi sgomberata due mesi dopo il 19 giugno, è abbandonata al degrado. La struttura non può essere demolita per il vincolo della Sovrintendenza: per poter costruire nuovi edifici quindi si deve attenderne il crollo. Ora lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio è in via Bixio, dove è pendente un provvedimento di sgombero. Solo in via Guastalla, occupata nel 2008 e poi sgomberata alla fine di dicembre del 2009, l'ex scatolificio, dove avevano trovato casa diverse persone ed un progetto di spazio sociale, è stato abbattuto ed ora c'è un cantiere destinato alla costruzione di nuove abitazioni. 

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