Caso Pesci, Fabio Anselmo: "Non si merita un'accusa del genere: se non ci credessi non sarei qui"

L'avvocato ferrarese, noto per essersi occupato dei casi Cucchi ed Aldrovandi: "E' un processo che causerà dolori a tutti e sarà molto delicato: non abbiamo fatto ostracismo rispetto alla costituzione di parte civile del Centro Antiviolenza e del Comune di Parma"

Fabio  Anselmo, noto avvocato di Ferrara, agli onori delle cronache per essersi occupati dei casi di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi, ha deciso di accettare la richiesta avanzata da Federico Pesci, l'imprenditore 46enne parmigiano accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate da una 21enne. Lo ha fatto, ha sottolineato nei giorni scorsi, dopo aver esaminato le carte ed analizzato le fasi che hanno portato al processo, la cui prima udienza si è celebrata il 17 aprile.  

Il legale, all'uscita dall'udienza, che ha visto il rinvio del processo al 22 maggio, ha spiegato perchè ha accettato di difendere Federico Pesci: un caso, quello del 46enne parmigiano, che ha attirato l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica nazionale. 

Avvocato, com'è andata l'udienza? 

"L'udienza chiaramente è stata tecnica, ora stiamo esaminando l'ordinanza del collegio. Credo che sia un processo estremamente delicato e difficile. I temi che sono trattati sono molto sensibili per usare un eufemismo: sia per la persona offesa che per l'imputato. Vorrei più delicatezza perché non abbiamo bisogno di pregiudizi, di insulti e di stigma. Abbiamo bisogno di accertare i fatti".

Perchè è stato chiesto il patteggiamento? 

"Credo che Federico Pesci non meriti un'accusa di questo genere, poi è fisiologico: ci sono i processi proprio per fare chiarezza. C'è tanta tensione e lo capisco. Non abbiamo fatto nessun tipo di ostracismo alle costituzioni di parte civile, anche a quelle presentate dal Centro Antiviolenza e del Comune di Parma. Abbiamo scelto di procedere in questo modo perché vogliamo rispettare tutti ma vorremmo che ci fosse rispetto anche per questa parte. Il patteggiamento è stato chiesto per evitare un processo che sarà comunque doloroso per tutti. Con il patteggiamento Federico Pesci voleva ricostruire la sua vita. Confesso che io ero un po' scettico rispetto a questa richiesta". 

Perchè ha accettato, dopo aver seguito i casi di Cucchi e di Aldrovandi, di difendere Federico Pesci? 

"Le vittime che ho assistito, dalla famiglia Aldrovandi a quella Cucchi sono state vittime di pregiudizi, pregiudizi in cui può rimanere incagliato chiunque. Chi ha un accusa odiosa rischia di veder calpestati i propri diritti, di rimanere vittima del pregiudizi. Io credo che Federico Pesci abbia avuto un trattamento che faccio fatica a definire come adeguato rispetto agli atti d'indagine. Se non ci credessi non sarei qui". 

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