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Ospedale Vecchio, il tira e molla dei tribunali: la spunta la ditta Pizzarotti

Il sequestro della struttura chiesto dalla Procura, è stato prima negato e poi accolto dal tribunale del riesame. Ora la Cassazione annulla il provvedimento e la ditta Pizzarotti può riprendere i lavori

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine sulle sorti dell'Ospedale Vecchio di strada D'Azeglioannullando la decisione del tribunale del riesame che autorizzava il sequestro della struttura così come richiesto dalla Procura di Parma.

LA VICENDA
Nel settembre del 2011, il procuratore capo Gerardo laguardia iscrive nel registro degli indagati 11 assessori della giunta Vignali, oltre all'imprenditore Paolo Pizzarotti, il suo braccio destro, Aldo Buttini e il responsabile comunale del procedimento, Gianpaolo Monteverdi.
Le ipotesi di reato sono abuso di ufficio e violazione dell'articolo 170 del codice Urbani sugli immobili di interesse storico e artistico. L'accusa, in sostanza, è quella di aver favorito la ditta Pizzarotti nell'aggiudicazione dei lavori in project financing e di aver predisposto in realtà una ristrutturazione dell'ospedale Vecchio anziché un restauro.

IL GIUDICE NEGA IL SEQUESTRO PREVENTIVO
Nell'ottobre del 2011 il gip del tribunale di Parma, Maria Cristina Sarli, ha respinto la richiesta di sequestro preventivo del complesso monumentale dell'Ospedale Vecchio presentata dalla Procura nell'ambito di un'inchiesta per abuso d'ufficio che coinvolge 11 assessori della Giunta del sindaco (oramai dimesso) Pietro Vignali. L'istanza, stando al procuratore capo Gerardo Laguardia, è stata respinta perché il gip, pur avendo rilevato "anomalie nella procedura", non ha ritenuto che queste "configurino il reato di abuso di ufficio".

IL RIESAME ACCOGLIE LA RICHIESTA DI SEQUESTRO
Nel marzo del 2012 il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Eleonora Fiengo, accoglie il ricorso del procuratore capo Gerardo Laguardia e decide di porre sotto sequestro l'Ospedale Vecchio, annullando la decisione del gip Maria Cristina Sarli. La ditta Pizzarotti presenta ricorso.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE
E arriviamo a oggi. Il 21 giugno 2012 la pronuncia della Corte di Cassazione sulla base del ricorso presentato dalla ditta Pizzarotti. La Suprema Corte accoglie il ricorso della ditta e annulla il sequestro della struttura disposto dal Tribunale del Riesame. I lavori potranno riprendere.

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