Differenziata, nel mirino del Comune anche i cassonetti per i vestiti usati

Il Comune rende noto che in questi mesi in città sono stati posizionati cassonetti di recupero abiti usati senza le necessarie autorizzazioni ingenerando anche proteste da parte di cittadini per la comparsa di questi cassonetti anche in luoghi poco idonei

Negli ultimi mesi Parma ha subito una massiccia collocazione sul suolo pubblico di cassonetti di recupero abiti usati da parte di società provenienti da fuori provincia che hanno agito senza ottenere le necessarie autorizzazioni di occupazione ingenerando anche proteste da parte di cittadini per la comparsa di questi cassonetti anche in luoghi poco idonei e pericolosi per il traffico ed il passaggio dei pedoni. Questo fenomeno ha fatto scattare una serie di approfondimenti e controlli da parte degli uffici comunali che ha evidenziato situazioni non a norma con il regolamento Atersir che impone la privativa del gestore per qualsiasi genere di rifiuto e quindi anche per la gestione dei cassonetti per gli abiti usati.

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L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, ritiene fondamentale l’attività di recupero materiali portata avanti storicamente a Parma da associazioni del territorio che hanno svolto anche un importante attività sociale destinando gli abiti in buono stato a persone bisognose oppure destinando i proventi derivanti dal recupero degli abiti a finalità meritorie. E’ necessario però porre rimedio ad una situazione che non è stata regolarizzata negli anni, anche per arginare l’avanzata di operatori senza scrupoli che inducono i cittadini a pensare come socialmente utile la destinazione del proprio gesto meritorio mentre invece il risultato è di tutt’altro tipo. Assessore Folli: “Ho chiesto personalmente ad Iren di interessarsi alla questione al fine di affidare a brevissimo in modo regolare la gestione di un servizio che ritengo di grande utilità e per cui nella situazione attuale chi non è regolarizzato rischia multe salate”.

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