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Centro Antiviolenza: "277 donne accolte in meno di un anno"

I dati diffusi restano critici: "Non ci sono miglioramenti"

Ancora una volta il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 – sarà per l’Associazione Centro Antiviolenza Onlus di Parma l’occasione per dare voce alle storie delle donne che hanno subito violenza ed a quella dei loro figli/e.

Quest’anno abbiamo scelto di legare la ricorrenza del 25 novembre con la prosecuzione della campagna di informazione sui rischi ed i pericoli per i bambini e le bambine e per le donne contenuti nella proposta di legge DDL 735, meglio noto come “Decreto Pillon” già iniziata con il banchetto informativo del 10.11.18 aderendo all’iniziativa della rete Di.re donne in rete contro la violenza (di cui siamo fondatrici). Il 23.11.18 alle ore 21 ci sarà la proiezione del film L’affido – una storia di violenza presso l’auditorium Toscanini in via Cuneo, 7. Il film ha ricevuto il Leone d’Argento - premio speciale della giuria per la regia alla 74° Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il film un breve dibattito con la presenza di una avvocata ed una psicologa, volontarie del Centro Antiviolenza

L’ingresso sarà gratuito. Ma anche quest’anno, come ogni anno, il Centro Antiviolenza coglie l’occasione della ricorrenza del 25 novembre per comunicare i dati delle donne e dei loro figlie/e accolti dall’inizio dell’anno sino al 31 ottobre 2018. 277 sono le donne accolte al Centro Antiviolenza, di cui 250 hanno certamente subito violenza. Di queste 209 sono nuovi contatti, mentre 41 sono le donne che hanno continuato a seguire un percorso di uscita dalla violenza iniziato negli anni passati. Come già negli anni passati la maggior parte delle donne (100) sono italiane; le straniere che si sono rivolte al Centro nel corso di quest’anno sono state 80. La maggior parte delle donne accolte al Centro ha uno o più figli/e (119), spesso vittime di violenza anche loro, infatti, su un totale di 224 figli/e, infatti, il 65,6% è vittima di violenza (147 figli/e). Le violenze fisiche e quelle psicologiche sono le più diffuse. In numero inferiore quelle economiche (81) e sessuali (44) non senza tralasciare che in genere la violenza agita non è mai solo di un tipo per cui ogni donna ha subito più forme di violenza in forma congiunta anche sessuale che, come sempre, nella maggior parte dei casi è fatta all’interno delle mura domestiche e comunque da persona conosciuta.

Le richieste delle donne che si rivolgono al Centro vedono ai primi posti fra i bisogni espressi sono la richiesta di consigli e strategie, un percorso di accoglienza e le informazioni legali. Ovviamente come sempre nell’analizzare questi dati bisogna tener conto che molto spesso le donne che si sono rivolte al Centro hanno fin da subito espresso più tipologie di bisogni. Rispetto allo scorso anno si registra un piccolo aumento ma nella sostanza i dati ci dicono che la situazione non sta affatto migliorando e che i numeri che raccontano cosa significa la violenza nella nostra città e nella provincia continuano ad essere un motivo di preoccupazione: al 31 ottobre del 2017, infatti, erano state 265 le donne accolte presso il Centro Antiviolenza, di cui 233 nuovi contatti. Per quanto riguarda le case rifugio, nel corso di questo 2018 sono state ospitate 50 donne, trenta delle quali sono state accolte insieme ai/lle loro figli/e (44) per un totale di 94 persone ospitate, tra donne e figli/e. E’ quindi costante il numero delle donne che vengono ospitate e questo ci deve indurre a continuare a lavorare in rete rafforzando le proprie specificità e metodologia non neutra.

Come detto, quest’anno l’impegno del Centro per il 25 novembre è volto a raccontare quanto per le donne tutte (ed a maggior ragione per quelle che subiscono violenza) possa rappresentare un passo indietro rispetto alle conquiste degli ultimi anni quanto previsto dal c.d. Decreto Pillon che riporta il ruolo della donna in una posizione di subalternità, aumentando ed aggravando le disuguaglianze di genere rendendo impossibile il sottrarsi alla violenza maschile se non perdendo la possibilità di tutelare i propri figli che vengono, nei fatti, considerati “oggetti” di diritto anziché “soggetti”; infatti questo disegno di legge ignora l’interesse dei bambini le cui specifiche esigenze di crescita vengono subordinate alle necessità e richieste degli adulti.

Sempre nei giorni del 25.11.18 il Centro Antiviolenza di Parma distribuirà nel territorio provinciale (in luoghi ed uffici pubblici e sui mezzi pubblici ecc.) i materiali realizzati nell’ambito del progetto “Donne al Centro contro la violenza”, progetto che ha visto la partecipazione di molti Centri della nostra regione tra cui appunto il Centro Antiviolenza di Parma, l’agenzia Comunicattive Comunicazione di un certo genere e con la partnership di TPER e finanziato dalla Regione Emilia Romagna attraverso un bando dell’Assessorato al Bilancio Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità. Per la realizzazione del progetto sono state coinvolte donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza e che hanno così potuto partecipare attivamente e dare il loro apporto per la individuazione delle migliori soluzioni comunicative, sia a livello di messaggio verbale sia a livello di messaggio visuale, a partire da bozze iniziali predisposte dall’agenzia Comunicattive. Infine, come ormai accade da alcuni anni, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma lancerà anche la propria adesione a One Billion Rising 2019, l’iniziativa lanciata a livello globale da Eve

Ensler che si realizzerà a febbraio 2019: il tema sarà: “Ribellarsi: da una campagna a uno stile di vita

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