Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Centro Antiviolenza: "L'8 marzo non è una festa, ma un giorno di lotta in più"

I numeri disegnano la dura realtà: "Lo scorso anno sono state accolte 330 donne di cui 307 hanno raccontato la violenza patita" Aumenta la violenza psicologica

Il Centro Antiviolenza di Parma, come tutti gli anni, in occasione dell'8 marzo rende pubblici i suoi dati relativi alle donne che hanno avuto accesso al Centro per l’anno 2020.

"Lo scorso anno abbiamo accolto 330 donne di cui 307 hanno raccontato la violenza patita; 249 sono nuovi contatti mentre 58 facevano già parte di percorsi di uscita dalla violenza". Questo il dato diffuso dal Centro Antiviolenza di Parma. Le donne italiane (122) e le donne straniere (98) accolte, hanno subito perlopiù violenza psicologica (205) e fisica (164); seguite da quella economica (81) e sessuale (36). "Le donne che si sono rivolte a noi per richiedere informazioni sono state 94 e 113 hanno fatto un colloquio successivo di accoglienza; 70 avevano bisogno di sfogarsi e 64 cercavano consigli e strategie mentre 60 hanno richiesto consulenze legali; 7 donne sono state accolte anche in ospitalità e 53 in emergenza. Le altre donne hanno chiesto consulenza psicologica; contatto con altri centri antiviolenza (5); aiuto nella ricerca della casa (4), del lavoro/formazione (2) o aiuto economico (1). Inoltre tra le donne accolte 151 avevano figli o figlie di cui 139, ovvero il 51,9%, subiscono violenza per un totale di 268 minori e 76 donne con figlie/i che subiscono violenza. Le donne ospitate nelle nostre case sono state 52 di cui 30 con figli/e per un totale di 104 e 52 minori. Le notti di ospitalità ammontano a 1993 per le donne; 2322 per le figlie e i figli per un totale di 4315 e una media di 41,5 notti per donna/minore".

Questi numeri e i racconti delle donne che incontriamo ci inducono a ribadire che per noi l’8 marzo non è una festa semmai un altro giorno di lotta, non solo nel senso più letterale del termine, anche intesa come battaglia quotidiana per cambiare questa società, facendo informazione, prevenzione e portando avanti il nostro lavoro con le donne e per le donne. Per questo motivo nel mese di marzo il Centro Antiviolenza annuncia una novità: tre dirette Instagram per parlare di donne e rappresentazione nei media. È importante per noi trovare nuovi modi, come i social media, per raggiungere le ragazze e i ragazzi più giovani ed essere inclusive. Per sapere di cosa parleremo e i nomi delle nostre ospiti seguiteci sui nostri canali Facebook e Instagram.   

Questo 8 marzo per il Centro Antiviolenza, come sempre, è l’ennesima occasione, per ricordare come le lotte delle donne e per le donne non si possono fermare; e che la lotta è di tutti i giorni perché i nostri diritti non consentono arretramenti o titubanze e questa pandemia, che ci accompagna da oltre un anno, rischia di metterli in secondo piano, di spostare l’attenzione.

E proprio in questo ennesimo giorno di lotta non possiamo non ricordare Sara Ambrosoli che ci ha lasciate in questi giorni. Sara è’ stata per molti anni la nostra Presidente ma soprattutto è stata un riferimento per noi tutte che, magari ancora giovani e con voglia di fare e capire, ci siamo avvicinate al Centro con entusiasmo; è stata esempio e riferimento per molte donne anche al di fuori del Centro Antiviolenza.

La sua tenacia e la sua grande ironia ci hanno dato forza in molte situazioni e in molti momenti; non ha mai perso la misura, mai una parola o un tono fuori posto ma questo non le ha mai fatto perdere di vista gli obiettivi e i principi di libertà ed autonomia che hanno sempre contraddistinto e che contraddistinguono tuttora l’operare del Centro, delle donne che lo vivono e che lo fanno vivere, delle donne che vi hanno trovato ascolto e sostegno. 

Il ricordo di Sara sarà con noi e ci accompagnerà nelle nostre lotte e nei giorni a venire come continuo monito a conservare e preservare la nostra libertà in tutte le scelte che ci troveremo a fare per le donne e con le donne.

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