Centro Antiviolenza, no budget annuale. “Strutture hanno dei costi”

Il Centro Antiviolenza di Parma lavora soprattutto grazie all'apporto di volontari. Pochi i collaboratori retribuiti. La presidente Samuela Frigeri: "Non conosciamo mai prima l'entità dei finanziamenti. È tutto legato ai progetti. Questo crea criticità"

Giornata Mondiale della Violenza sulle Donne

Donne vittime di soprusi. Il 92% ha subito violenze. Ad accoglierle è il Centro Antiviolenza di Parma. Un'associazione no-profit che attraverso l'ospitalità in case protette, centri d'ascolto e unità di strada garantisce alle donne tutela e solidarietà. A mantenere la struttura è l'apporto quotidiano delle volontarie, i collaboratori retribuiti sono solo poche unità. La presidente del centro Samuela Frigeri spiega: “Non abbiamo finanziamenti, non abbiamo un budget annuale. Tutto è legato ai progetti. Questo crea criticità soprattutto nella gestione delle strutture”.

REGNA LA PRECARIETA'. Nonostante i numeri testimonino l'importanza del centro con 168 nuovi ingressi da gennaio ad ottobre 2012, a parte alcune convenzioni per specifici progetti con alcuni Comuni e la Provincia, il centro non beneficia di alcun tipo di finanziamento pubblico garantito. “Se avessimo la possibilità di sapere – continua Frigeri - già all'inizio dell'anno quanto possiamo spendere riusciremmo a organizzare meglio il servizio. Siamo quasi tutti volontari, ma alcuni collaboratori vanno retribuiti, gli affitti delle case bisogna pagarli, le strutture non si mantengono da sé, hanno dei costi. Sarebbe necessaria una politica nazionale seria che si prenda carico della violenza di genere”.

I dati presentati dal centro mostrano un'altra faccia della città di Parma. Ben 212 donne che hanno subito violenza sono state accolte dall'associazione antiviolenza ed il 73% di loro ha figli che spesso vengono ospitati con le madri nelle case protette. Un fenomeno che non ha nazionalità. Più della metà delle vittime sono italiane. Alle violenze domestiche si intreccia poi l'universo della prostituzione che rimpingua le richieste d'aiuto. Un aiuto offerto ad ogni donna che abbia subito qualunque tipo di violenza (sia fisica, sia psicologica, sia economica, sia sessuale), gratuitamente e nel più assoluto anonimato. Basta rivolgersi al numero verde 800-090-258. Sperando che sia stato finanziato qualche progetto che permetta al centro di sopravvivere.

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