Centro Cinema Lino Ventura a rischio chiusura: già superate le 500 firme

La petizione online, che si può firmare su Change.org, ha raccolto l'interesse di molti cittadini e dall'8 agosto, giorno in cui è stata avviata, ha raccolto molte adesioni, nonostante il periodo di festa e la settimana di Ferragosto

Ha già superato le 500 adesioni la raccolta di firme avviata dal Comitato Leggere tra le Ruspe a sostegno del Centro Cinema Lino Ventura di Parma, a rischio chiusura anche se l'Amministrazione Comunale di Parma -dopo la denuncia degli utenti della Biblioteca Civica e dell'Ambulatorio dell'Ospedale Vecchio- non ha rilasciato dichiarazioni in merito al futuro del Centro Cinema. La petizione online, che si può firmare su Change.org, ha raccolto l'interesse di molti cittadini e dall'8 agosto, giorno in cui è stata avviata, ha raccolto molte adesioni, nonostante il periodo di festa e la settimana di Ferragosto. 

LA PETIZIONE. Togliete acqua alla pianta: quando seccherà avrete una scusa per tagliarla. Il Centro Cinema di Parma, intitolato al celebre attore Lino Ventura, è un'importante struttura del settore culturale, funzionale ed efficiente, apprezzata dai cittadini e dagli insegnanti delle scuole di Parma.

Si trova dal gennaio del 1998 nella sede di via d'Azeglio (acquisisce la denominazione attuale nel 2003, con l'unione del Centro Video e della Videoteca Comunale e in seguito ad appositi lavori di restauro) e dispone di un ingente patrimonio documentario (18997 audiovisivi, 2963 documenti sonori , 566 documenti digitali e 5418 volumi e opuscoli). Negli ultimi anni dell'amministrazione Vignali, con assessore alla cultura Luca Sommi, così come durante la presente amministrazione guidata da Federico Pizzarotti con assessore alla cultura Laura Ferraris, il budget destinato al Centro Cinema viene drasticamente ridotto.

Gli effetti dei tagli sono la forzata sospensione di molte delle sue attività - produzione audiovideo, Cineclub dei bambini, corsi per le professioni del cinema, presentazioni, incontri con autori e registi - e la quasi totale sospensione delle acquisizioni. Negli ultimi mesi iniziano a circolare voci che parlano della sua chiusura:  i film con maggiore frequenza di prestito sarebbero accorpati dalla vicina biblioteca Civica (che presenta tra l'altro gravi problemi di spazio); una parte finirebbe in magazzino e il resto (i supporti analogici, ad esempio) forse gettato.

Le voci trovano recente conferma in atti ufficiali del Comune (riassegnazione del personale ad altre sedi – Determinazione dirigenziale DD-2014-1319, 23/07/2014). Un altro pilastro del più importante polo culturale e sociale del Comune di Parma, l'Ospedale Vecchio, dopo lo sfratto degli Archivi, delle sedi associative e dei circoli, rischia così di essere disgregato.

La logica superficiale che vede nel mero aumento del numero dei prestiti il principale obiettivo di una biblioteca ignora il concetto di qualità e l'originalità di un'esperienza che, se non venisse privata di risorse, darebbe invece un contributo importante alla memoria, alla cultura, alla didattica, alle relazioni tra le persone e alla formazione dei cittadini. Lo sfratto del Centro Cinema sarebbe solo una tra le tante operazioni di trasferimento che rischiano – tra l'altro senza aumentare il numero delle sedi - di  sconvolgere l'assetto delle biblioteche cittadine (la sede del Centro Cinema, ad esempio, sarebbe probabilmente occupata da un'altra biblioteca). Ci chiediamo quanto tempo e quanto denaro occorrano per tutti questi spostamenti e sostituzioni. I SOLDI necessari a tutti questi traslochi non potrebbero piuttosto essere usati per invertire la tendenza che vede Centro Cinema e Biblioteche comunali soggetti da anni a drastici tagli del budget?

Teniamo presente che nella sede attuale  gli spazi dell'Ospedale Vecchio offrono molte possibilità di ingrandimento.

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- che decisioni così drastiche e discutibili siano considerate insieme ai cittadini, che finora non sono stati nemmeno informati  adeguatamente in merito a questi progetti.
- che un luogo e un servizio apprezzati e vissuti dai cittadini trovino spazio e considerazione da parte dei gestori della cosa pubblica.
- che tutto il lavoro fatto per fare crescere il Centro Cinema “Lino Ventura” non venga sprecato.

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