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La Grande Guerra e la città: passeggiata nei luoghi della memoria del 1915-18

Il Centro studi movimenti ha organizzato una passeggiata per la città che toccherà alcuni luoghi significativi per la storia della Grande guerra o per la costruzione della sua memoria e che si svolgerà sabato 1 novembre 2014, alle ore 10,30

"In occasione del 4 novembre -si legge in una nota- anniversario della fine, per l’Italia, della Prima guerra mondiale, il Centro studi movimenti ha organizzato una passeggiata per la città che toccherà alcuni luoghi significativi per la storia della Grande guerra o per la costruzione della sua memoria e che si svolgerà sabato 1 novembre 2014, alle ore 10,30 con ritrovo sotto i portici dell’Ospedale vecchio, in via D’Azeglio.
 
L’idea è quella di rivisitare criticamente il 4 novembre, festeggiato prima come giornata della vittoria e poi delle forze armate; giornata in cui ministri e capi di stato si recano presso la tomba del Milite ignoto o al sacrario di Redipuglia, o assistono a parate militari continuando a confermare l’idea che l’esercito, o gli eroi “caduti per la patria” possano ancora essere espressione dell’intera nazione.
 
A noi non interessa celebrare alcuna vittoria, ma, a cento anni di distanza dalla prima guerra di massa della storia, vogliamo considerare la Grande guerra come preludio ed epitome di tutte le guerre moderne e riflettere sul senso generale degli interventi militari, su come si ripercuotano sui civili e su come gli scontri bellici si traducano in numeri altissimi di cadaveri e feriti, i quali, quando riescono a sopravvivere, portano impressi sul corpo e nell’animo i segni di quello che hanno vissuto e dovuto subire.

 
Con questa iniziativa ci interessa ribadire che agli interventi militari, in genere scarsamente condivisi dalle masse popolari, possano essere sostituiti il dialogo e la convivenza civile: per questo abbiamo pensato di coinvolgere anche alcune associazioni – Associazione Kwa Dunìa, Centro immigrazione asilo e cooperazione (Ciac), Comunità di Santa Cristina, Consorzio solidarietà sociale Parma, Fondazione Matteo Bagnaresi, Teatro dell’Oppresso – che si occupano oggi di pace e integrazione tra i popoli e le culture, in modo da rendere questa piccola passeggiata un momento partecipato e condiviso che stimoli, una volta di più, la città a riflettere su questi temi ma anche sulla discriminazione e sull'esclusione cui tanti uomini e donne, ancora, sono costretti".

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