Centro, allarme sicurezza in via Corsi. Folli contestano sulla Ztl

Auto in centro sì, auto in centro no. E' questo il vero problema ed è su questo punto che nel corso dell'incontro tra la Giunta e il Centro - per il consueto appuntamento con "Il quartiere che vorrei" - i cittadini residenti nel cuore della città si sono divisi

Auto in centro sì, auto in centro no. E' questo il vero problema ed è su questo punto che nel corso dell'incontro tra la Giunta e il Centro - per il consueto appuntamento con "Il quartiere che vorrei" - i cittadini residenti nel cuore della città si sono divisi. Se da una parte ci sono stati grandi applausi per chi ha chiesto di abolire ztl e i rigidi limiti all'ingresso delle macchine, dall'altra parte ci sono larghi consensi anche per la valutazione dell'assessore all'ambiente Gabriele Folli che ha puntualizzato: "Non si rilancerà il commercio facendo tornare le auto in centro, anche perché servirebbero più parcheggi di quanti ce ne sono". Ma le contestazioni continuano e prendono di mira anche il blocco del giovedì e dal pubblico c'è chi alza la voce e chiede all'assessore di andare a raccontare le sue favolette sull'ecologia e l'aria pulita a qualcun'altro, finché dopo l'ennesima spiegazione di Folli sull'impossibilità di modificare la viabilità alcuni residenti si alzano e lasciano la sala.

Si passa alla sicurezza e anche qui i problemi rilevati non sono pochi. Prostituzione e spaccio la fanno da padroni. In particolare per chi abita in via Corso Corsi, come la signora Lucia Abati, gli schiamazzi e la presenza di donne in strada sono un vero e proprio incubo: "Dovreste riqualificare la zona e pensare a soluzioni più efficaci rispetto a quelle adottate finora, ad esempio l'installazione di un varco elettronico. Così la strada è invivibile e il degrado aumenta". La risposta arriva dal capitano dei carabinieri Marco Livio Nasponi che ribadisce l'impegno a contrastare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione, unico elemento su cui possono intervenire. Mentre Folli sottolinea che un varco costa 50mila euro e per il momento le risorse a disposizione non prevedono una tale spesa.

Ma se si parla di sicurezza si parla anche di piazzale della Pace. I residenti denunciano gli ormai noti fenomeni di spaccio e chiedono una presenza costante delle forze dell'ordine, oltre all'installazione di telecamere nei punti più bui della piazza, come gli archi della Pilotta. Un problema che si unisce a quello degli schiamazzi fuori dai locali pubblici. A rispondere è il comandante della Polizia municipale, Patrizia Verrusio: "C'è un servizio, con controlli dalle 22 alle 4, finalizzato alla verifica della chiusura dei locali, ma con la liberalizzazione degli orari non è possibile far chiudere un esercizio, quello che possiamo fare è impedire che la gente disturbi e lo stiamo facendo". Viene confermato, in ogni caso, che il progetto del vigile di quartiere verrà messo in atto, probabilmente da giugno. Poi arriva la voce fuori da coro, dal pubblico un signore commenta: "Io esco di sera e non vedo solo giovani sbandati, anzi ci sono tanti signori della mia età, ora mi chiedo: ma dove andate se il quartiere non è sicuro?".

Un'importante novità arriva sul fronte del commercio, quello della Ghiaia. L'assessore Cristiano Casa annuncia che entro l'estate le casette presenti su piazzale della Pace verranno eliminate. Sulla manutenzione ordinaria, invece, ci sono forti ritardi causati delle condizioni meteo delle ultime settimane ma il vicesindaco, Nicoletta Paci, assicura che si provvederà ai lavori al più presto.

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ARRIGO ALLEGRI: "Ieri 6 maggio, partecipando all'incontro promosso dal Comune sul tema "quale quartiere vorrei" mi sono rivolto all'Assessore all'Ambiente nei seguenti termini: "Premesso che in una conferenza di Servizi presso la Provincia di Parma del 27 marzo u.sc. la Dirigente competente del Comune ha evidenziato che il permesso di costruzione relativo alla realizzazione del P.A.I. sarebbe decaduto"; e che, oltretutto, il termine temporale di efficacia della V.I.A. sarebbe scaduto, come mai l'Amministrazione comunale non persegue, per quanto di propria competenza, il "ritenuto" abuso edilizio?. Tra l'altro, scaduta la V.I.A., non sarebbe stata ammissibile nemmeno l'accensione provvisoria dell'impianto ed il deposito dei rifiuti da incenerire. Entrambe le circostanze non possono essere smentite, certo, dall'Assessore. In buona sostanza sostanza l'Assessore ha risposto affermando che l'Amministrazione teme una richiesta risarcitoria di danni per parte di IREN. Conosco l'anima ambientalista dell'Assessore Folli che, personalmente, sarebbe ben lieto di bloccare i lavori del P.A.I.. Ritengo quindi che il mancato intervento del Comune per bloccare i lavori non sia una Sua decisione "personale". Il mancato intervento repressivo è grave poiché una eventuale presenza di illecito (dichiarata come ho ricordato dalla Dirigente dello Sportello Unico per l'Edilizia e le Imprese) non può non essere perseguita. E' un dovere istituzionale del Comune, a prescindere dalle temute reazione di chi compie tale intervento. Invito quindi la "Amministrazione" a compiere il proprio dovere".

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