Cft, firmata ipotesi di accordo. Si perderanno posti di lavoro

Alle 5,30 del mattino il 13 settembre scorso la firma dell'ipotesi di accordo che oggi sarà presentata ai lavoratori nel corso di un'assemblea. "Si tratterà comunque di una perdita di posti di lavoro, cercheremo di ridurre il numero con ricollocazioni"

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Dopo 13 incontri e 3 mesi di trattative tra azienda e rappresentanza sindacale un primo passo è stato raggiunto nella vertenza Cft, la firma dell’ipotesi di accordo. Una firma arrivata alle 5,30 del mattino di venerdì 13 alla fine di un incontro iniziato alle 15,00 del giorno prima, dopo giorni di incontri in Provincia e assemblee con i lavoratori. “Si tratta per ora di un’ipotesi che, se oggi sarà accolta dai lavoratori, potrà trasformarsi in accordo vero e proprio oppure dare inizio a una nuova fase di trattative – sottolinea Antonella Stasi, Fiom –. Al momento siamo cauti perché tutto si basa sulla volontà dei lavoratori di accettare o meno queste condizioni”. Dopo la comunicazione di 64 esuberi da parte dell’azienda lo scorso 13 giugno, sono iniziate le proteste dei lavoratori con la volontà da parte della Fiom di discutere con i vertici dell’azienda e rivedere alcune decisioni annunciate.

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Si tratterà comunque della perdita di alcuni posti di lavoro anche se probabilmente riusciremo a ridurre il numero considerando chi potrebbe andare in pensione o chi potrebbe essere ricollocato a Montecchio o aziende esterne. Si tratta di una situazione difficile e in queste condizioni abbiamo cercato di ridurre il danno il più possibile”. Per i lavoratori potrebbe profilarsi un anno di Cig e la mobilità, o l’estensione a due anni con gli ammortizzatori sociali. Inoltre, cosa non scontata, da parte dell’azienda potrebbe esserci un anticipo dell’erogazione della cassa integrazione guadagni per evitare i tempi lunghi dell’Inps.

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Per oggi 16 settembre è prevista un’assemblea con i lavoratori per comunicare loro i dettagli dell’ipotesi di accordo, poi la trattativa proseguirà in Provincia il 24 settembre prossimo. Chi accetterà di andarsene avrà un incentivo ma ciò che preoccupa la Fiom, al di là dell’aspetto economico, riguarda le condizioni che questi lavoratori potrebbero trovare una volta fuori dall’azienda, considerato che nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno superato i 50 anni e vista la situazione generale delle aziende del territorio. “Non c’è prezzo per la perdita del lavoro, al di là dell’incentivo sottolinea Stasi –. Questo per noi non è un accordo che salva posti di lavoro, è ciò che siamo riusciti a ottenere sinora davanti a condizioni particolarmente difficili, ma continueremo ad agire espressamente sulla base della volontà dei lavoratori”.

LA CRONACA DELLA VERTENZA CFT

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