Cgil, le iscrizioni calano dello 0.26%: boom di iscritti per la Fiom

Dati nel complesso positivi quelli relativi al tesseramento Cgil 2012, con la Fiom al massimo storico raggiunto in provincia. A risentire più della crisi il sindacato pensionati e il settore edile

Un bilancio positivo quello tracciato dalla Cgil Parma in merito al tesseramento 2012. "Una tenuta degli iscritti nonostante un anno di forte crisi economica e problemi nel mondo del lavoro, a dimostrazione della fiducia che i lavoratori continuano a dimostrare vedendoci come un punto di riferimento importante". Così Bussardi e Ghidini della segreteria confederale hanno illustrato in linee generali i dati relativi ai diversi settori, registrata una lieve flessione del -0,26% degli iscritti determinata dal calo occupazionale e dall'incremento dei contratti precari. Aumentano i lavoratori attivi, con 0,71% in più rispetto ai pensionati, attestata anche una tenuta dei comparti del metalmeccanico, chimico e agroalimentare.

CRISI DELL'EDILIZIA. A risentire maggiormente della crisi il settore dell'edilizia, a causa, come sottolineato da Leone, segr. org. Fillea, di mancati pagamenti verificati sempre più di frequente anche per lavori commissionati da enti pubblici, con conseguenti strette creditizie delle banche e difficoltà crescenti per lavoratori e imprese. "Per il 2013 si prevede un calo del 15% di registrazioni di aziende nella cassa edile, dati preoccupanti". Buoni risultati quelli registrati nel settore dell'agroalimentare, registrato un calo nei comparti di grafica, editoria e pubblicità del 2,06% come nel settore bancario, con -2,19%. Dati positivi quelli relativi al tesseramento nei settori del commercio e dei servizi con un aumento del 12,7%, attraverso il passaggio di quei lavoratori che sono stati tagliati fuori dal settore dell'industria per calo produzione.

BOOM DI ISCRITTI PER LA FIOM. Massimo storico in provincia da parte della Fiom con il superamento di 5000 iscritti, un incremento del 2,58%. Lieve aumento di iscritti anche nei settori del pubblico impiego e dei trasporti. Tra i settori che maggiormente risentono della crisi quello del tessile e energetico, oltre al comparto scuola università e ricerca, che però sono state contraddistinte da uno sviluppo nell'anno precedente. Un calo dei tesseramenti per il sindacato pensionati dell'1,06% si spiega in parte per le difficoltà ad andare in pensione di un numero crescente di persone a seguito degli effetti della riforma Fornero, a conferma di una tendenza negativa già registrata negli ultimi anni.

"Il lavoro è tornato all'ordine del giorno, la crisi e la contrazione dei consumi ha portato uno spostamento di occupazione dal manifatturiero al terziario - sottolinea Larini Filcams - portando la grande distribuzione a bloccare le assunzioni e le piccole attività a chiudere. La possibilità dell'H24 non si è dimostrata migliorativa per i lavoratori, non è nell'ottica di uno sviluppo sostenibile, ha favorito l'attenzione per i centri commerciali. A causa della spending review molte donne con contratto part time vedranno un abbassamento del tempo lavorativo, i contratti pirata di alcune cooperative contribuiscono a destabilizzare il mercato del lavoro".

Sui dati positivi del settore agroalimentare Rampini (Flai) sottolinea: "Si tratta di un percorso anticiclico rispetto agli altri, in particolar modo le grosse e medie imprese tengono soprattutto grazie all'export, ma il blocco delle assunzioni e il mantenimento dell'organico preesistente spesso determina mancate sostituzioni. Aumentano le difficoltà per le piccole aziende artigiane, in particolare per l'accesso al credito con frequenti ritardi nei pagamenti. Positivo il rinnovo del contratto nazionale industria alimentare, con aumenti contrattuali e un respiro al potere d'acquisto".

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TESSILE E FUNZIONE PUBBLICA. Grazie alle richieste del mercato estero riesce a sopravvivere anche il settore artigiano in particolar modo tessile, sottolinea Braglia, Filcem. "Gli effetti della riforma Fornero e il blocco delle persone che possono andare in pensione porteranno, secondo le previsioni, a un blocco dei pensionamenti per i prossimi tre anni. La popolazione anziana rappresenta il 30%, si trova in forte difficoltà in questo momento. Inevitabilmente per queste ragioni registriamo un calo dei tesseramenti - sottolinea Bertoletti Sindacato pensionati -. Un vero e proprio impoverimento delle pensioni e pesanti penalizzazioni". Situazione critica anche quella delineata da Salati, settore pubblico: "Siamo al terzo anno di blocco delle assunzioni, sarà un anno difficile per fare i conti con il decreto legge Balduzzi con ridimensionamenti e tagli, che toccheranno la sanità ma anche il commercio".

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