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"Le mie serate tra droga dello stupro e 'slam': 30 ore di sesso consecutive con partner sconosciuti"

Viaggio nel mondo del Chem sex: la testimonianza del 35enne Marco (nome di fantasia) a Parmatoday

Marco (nome di fantasia) ha ancora in mente le ultime serate, lo sballo, il piacere e un ricordo vivido di quel poco che è successo prima dello 'slam'. Marco è un amante della pratica del 'chemsex' (fare sesso attraverso uso di droghe), un ragazzo che si è abituato a fare uso di sostanze e che adesso si è accorto dell'esistenza di una vita che va oltre a quello che c'era o credeva ci fosse in quelle serate di vera e propria follia, dove nella giungla della frenesia e della ricerca del piacere, vinceva sempre quello che 'si faceva' di più. Ha gli occhi ancora vivi l'uomo di 35 anni che chiameremo Marco per nascondere la sua vera identità, quella di un ragazzo sedotto e ferito prima dal piacere, poi dalla droga che - forse - non si è impossessato del tutto di lui. Un'identità che ha rischiato di vedersi cancellata. Marco ha raccontato la sua storia a Parmatoday. 

Marco, che cos'è il 'ChemSex'?

"E' abituarsi a utilizzare le droghe come fedrone e Ghb, ketamina, tutte le sostanze più tossiche che esistono per ottenere anche 30 ore di sesso ininterrotto".

In che modo le utilizza?

"Ci sono vari di modi di utilizzare le droghe: la più comune - quella via naso -, quella in vena che in gergo non è altro che lo 'slam' perché quando devi prepararti il prodotto lo devi 'sbattere'. Un cocktail pericolosissimo".

Che succede quando 'ti fai' di slam?

"Lo slam ti dà una botta immediata e la droga entra immediatamente in circolo, non passa nemmeno dal fegato. Tutto quello che c'è viene assorbito in quel  momento ti rende immortale. Potrebbe passare un camion dentro di te che in quel momento diresti di si".

Quando ha iniziato?

"Ho iniziato il 17 marzo 2011, se tornassi indietro eviterei di farlo. La stronzata più grossa è stata credere, nell'agosto del 2016, che potessi fare uno slam senza diventarne dipendente. Questa è la stronzata più grossa che fanno tutti: nessuno può smettere quando vuole. Nel momento in cui ti droghi hai un aumento di eccitazione dovuto alla sostanza del mefedrone del 985%, il pentedrone del 295%. Il Ghp abbassa i freni inibitori come se ti fossi sbronzato, la cocaina ti toglie la stanchezza. Diventi una bestia". 

Ci racconti una delle sue serate.

"Locale a Milano con un centinaio di persone: iniziamo venerdì finiamo la domenica. Ho avuto svariati partner durante questi tre giorni. Quando utilizzi le droghe in quel modo non è più fare sesso, il sesso diventa una scusa. Ci vuole un pò di autocritica per capirlo, non è facile ma se devo dirti con chi ho fatto sesso quella sera non me lo ricordo. Se normalmente, durante il piacere sessuale in una scala da uno a dieci provi cinque, con uno slam puoi arrivare anche a 100, 150. Ci si trova in una situazione di super eccitamento. Quando cerchi di superare ogni limiti la cosa più grave è il non rendersi conto dei limiti che il corpo si autoimpone".

Cosa lascia questa esperienza?

"La cosa che mi è rimasta più impressa sono i down: queste sostanze ti danno anche serotonina, sei allegro e felice ma poi questa sensazione scompare e il mondo ti crolla addosso. Se uno è di natura inclemente con se stesso si guarda, vede i lividi che ha sul  braccio e non lo accetta. Questi lividi (si alza la maglietta per mostrare i segni di una battaglia che può vincere solo grazie all'aiuto di un esperto ndc) per esempio sono del 30 di maggio: dopo quella volta ho detto basta. Quello che mi rimane più impresso è la schifo del down. Ho provato a smettere a novembre e a febbraio ma mi sono reso conto che da solo non era possibile farlo e avevo bisogno di chiedere aiuto". 

Dove reperiva la droga?

"Anche tramite internet. All'inizio non avevo contatti per trovare queste sostanze, mi avevano dato un sito dove ordinarle ma abitavo con i miei quindi niente. Dopo sono nati molti siti internet dove puoi acquistare sostanze a 20 euro al grammo, quando in strada le trovi a 70-80 euro al grammo. Io personalmente con un grammo facevo tredici utilizzi, questo vuol dire che andavo avanti anche 20 ore, senza pausa. Non ti rimane nulla. Ti accorgevi sul momento di avere fatto sesso_ è come essere andati da lì a lì, non ti rimane nulla. Non c'era il piacere del ricordo di aver fatto una cosa con una persona: anche se eri completamente cosciente".

Come organizza i suoi incontri?

"Attraverso alcuni siti di incontri come Tinder per gli etero e Grinder per i gay, ci sono siti dove ti puoi organizzare con altre persone che hanno la tua stessa passione; alcuni hanno nick molto ma molto espliciti. Se usi un certo termine all'interno del nick vuol dire che fai solo slam: è identificativo. Chi lo sa e vede quel termine ha già chiara la disponibilità dell'altra persona. Ti organizzi: per esempio si concorda di iniziare nel week end, il venerdì alle due di pomeriggio e di andare avanti finché si sta in piedi".

Come ha iniziato?

"Ero con uno che era un master (esperto ndc), mi ha detto se volevo provare il Ghp, la droga dello stupro. Se usata in maniera eccessiva perdi i sensi tipo coma etilico, ti addormenti e possono fare di te ciò che vogliono e tu non ti ricordi. La versione ufficiale è perché me l'ha proposto e io che volevo superare i miei limiti accettai. La risposta che mi sono dato dopo è questa: 4 giorni prima avevo cacciato di casa il mio compagno che ormai era in fase terminale del tumore perché avevamo discusso. Nei prodotti che compri online ci sono dentro degli allucinogeni, potresti benissimo fare sesso ed avere la mente che visualizza altro. Se non fai 'slam' adesso sei uno sfigato; molti mi hanno detto di essere troppo critico. Non è che lo si fa sempre ma in realtà io so che se fai slam durante una serata poi puoi arrivare a farne anche venti: non esiste. Quando andavo in bagno, visto che il Ghp blocca sia la fame che la sete a volte facevo la pipì color marrone. La prima volta mi sono preoccupato moltissimo, preoccupazione passata. Le altre volte mi sono detto: 'Basta che bevo e passa tutto'. Bevevo del the verde per reidratare e ripulire i reni. Le prendevo senza pensare alle conseguenze delle sostanze che avevo appena assunto. Però è una brutta situazione. Quando ti scende il down odii il mondo e ti isoli".

Ha paura adesso?

"Vivo da solo: mia madre e mio padre sono morti, credo che anche questo abbia contribuito a portarmi a fare gli slam. Il colpo di grazia me lo ha dato di fatto il tso alla persona con cui parlavo. Mi sono liberato di lei e da lì ho iniziato una discesa veloce. Non voglio riprovare lo schifo verso me stesso che provavo quando facevo queste cose: molti miei amici sono stati trovati morti in casa, uno con l'ago ancora nel braccio. Ogni tanto le persone che sento mi dicono: 'Ah, fai lo slam anche a me' e io chiedo:  'Tu lo hai mai fatto? Perché vuoi buttarti in questo baratro?' Dopo 15 ore che facevo uso di sostanze a naso mi sono detto si dai proviamo a superare questo ulteriore scoglio: io ho sempre avuto paura degli aghi fino a quel momento".

Ha cominciato a Parma?

"No a Milano, la patria di queste situazioni. Parma è un po' più piccola ma ancora così schifosa: basta andare in viale dei mille  e ci sono quattro nigeriani ogni 200 metri a spacciare droga e li vendono tutto. Io non l'ho mai acquistato in strada perché non mi fido: a volte avevo dei contatti che acquistavano per me la droga su internet. Se ti beccano comprare le sostanze passi dei guai: due miei amici sono sotto processo".

Quando l'ha fatto l'ultima volta?

"Domenica me la sono fatta in muscolo, lo ammetto e so di aver fatto una stronzata ma sono contento che non mi abbia dato nessun effetto particolare e questo mi ha portato a pensare: sto utilizzando solo il Ghp per fare le serate perché non riesco a smettere all'improvviso. Sei un oggetto del piacere, non esiste più il lato empatico delle persone. Facevo serate di fist-fucking, la penetrazione con la mano. In quel momento tutto quello che è il contatto umano diventa zero".

Di cosa si tratta?

"Quando uno fa slam dice 'usami'. Ogni 4 mesi c'è un fist party in cui vengono anche dall'estero per queste feste: pensi ad un locale su tre piani con circa 100-150 persone a serata. In una serata che sono in forma posso, se si crea la giusta sintonia,  andavo avanti anche tre ore senza dover fare un richiamo, ovvero un altro 'slam' ".

Che cosa farebbe se potesse tornare indietro?

"Il giorno in cui ti offriranno di provare qualcosa mandali a quel paese, lo stanno facendo per loro e non per te. Spero di uscirne alla svelta: ho smesso di amare nel 2011. Voglio riprendere in mano  la mia vita, tra le varie cose c'è quella di aver gettato alle ortiche la casa. Quando è finita la serata sei distrutto e non hai voglia di fare nulla,  ti servono due o tre giorni per riprenderti. Ti manca sempre uno stimolo perché il calo di serotonina contribuisce. Dal punto di vista fisico spero di non aver fatto danni permanenti al mio organismo. Saprò se ho altri danni dopo gli esami. Non ho un compagno, ho dovuto tagliare con certe persone. So benissimo quali sono le persone che lo fanno e quelle che se io dico farmi fare un tiro o una puntura sarebbero lì in due secondi a fare la siringa.

La sua compagnia come ha preso la sua decisione di voler uscire?

"Tutta la compagnia di amici di 13-14 anni l'ho mandata a quel paese: tutte in difesa di una persona che ho cacciato da casa mia. Non volevo l'alcol sulla tavola e invece loro hanno detto: 'Se non c'è alcol non ci si diverte'. Il week end diventava che o facevi slam o niente. Ho sempre lavorato, sono metalmeccanico e faccio i turni: il lavoro mi dà soddisfazioni e  ed è la cosa che mi ha spinto a dire basta. Il 31 maggio era impensabile che mi recassi al lavoro, sono dovuto andare dal medico e mi ha detto che avevo avuto un indigestione e grondavo sudore. Spero di uscirne completamente e riportare la casa ad uno stato decente, il resto verrà con il tempo". 

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