Trentasei chili di droga da Roma a Parma, stroncata banda di nigeriani e senegalesi: 12 arresti

Giovanissime nigeriane portavano la marijuana nascosta nei trolley in viaggi in treno e autobus, poi un pusher nascondeva le dosi nel parco Ducale prima dell'orario di apertura: ecco come funzionava il maxi traffico fermato dai carabinieri

Fiumi di marijuana arrivavano da Roma a Parma, grazie ad alcune donne nigeriane che trasportavano la droga nei trolley con viaggi in treno ed in autobus, per essere venduti nelle maggiori piazze di spaccio della nostra città. Dodici arresti, trentasei chili di marijuana sequestrati  - che avrebbero prodotto 100 mila dosi di droga sul mercato - sessantun capi di imputazione, un reticolo di spacciatori nigeriani e senegalesi che si rifornivano da una coppia di nigeriani di Tor Bella Monaca, veri e propri professionisti dello spaccio di marijuana sul territorio nazionale.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice per le Indagini Premilinari dopo le indagini - durate cinque mesi - e coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma: ad alcuni viene contastata la detenzione illecita e la vendita di sostanze stupefacenti, ad altri anche il concorso e la continuazione del reato, oltre che la recitiva. L'indagine ha coinvolto, oltre a Parma, anche Roma e Sondrio. 

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Le indagini: da Tor Bella Monaca allo spaccio in Oltretorrente 

Le indagini, avviate nel 2018 e proseguite fino al mese di marzo del 2019, sono iniziate dalla focalizzazione dei carabinieri sullo spaccio in Oltretorrente, nelle zone di viale dei Mille e viale Vittoria, dove forte è la presenza di spacciatori nigeriani in bicicletta. Oltre a fermare ed arrestare i 'piccoli' pusher in strada le indagini - effettuate attraverso pedinamenti e intercettazioni telefoniche ed ambientali - i carabinieri, coordinati dalla Procura, sono riusciti a verificare l'intera filiera illegale della marijuana, che arrivava da Roma per essere spacciata a Parma. Un fiume di droga che periodicamente arrivava in città tramite corrieri - giovanissime donne nigeriane che avevano il compito di nascondere la marijuana all'interno di trolley nel corso di viaggi in treno ed in autobus lungo la tratta. 

I grossisti dello spaccio pagati con le carte prepagate 

La droga veniva fornita da due spacciatori grossisti marito e moglie nigeriani di Torre Bella Monaca mentre il pagamento avveniva tramite accrediti su carte prepagate: dopo il ricevimento dei pacchi - arrivati dalla donne nigeriane - i pusher pagavano facendo una ricarica sulle carte. Come un vero e proprio corriere. Le spedizioni andavano dai 5 ai 7 chili di marijuana per ogni trolley, portato dalle ragazze con treni e autobus. Al loro arrivo c'era qualcuno dell'organizzazione che controllava che non ci fossero forze dell'ordine nel luogo d'arrivo. Le indagini hanno verificato che dieci persone si occupavano di prendere e pagare la droga in arrivo da Roma: a loro volta questi dieci pusher avevano alle loro dipendenze decine di 'cavallini' in bicicletta, che poi spacciavano nelle strade di Parma. 

La droga nascosta nel parco Ducale per i pusher in bici 

All’interno del Parco Ducale, un pusher, alle prime luci dell’alba, prima dell’apertura, un pusher nascondeva in più punti, nei cespugli, le dosi per gli spacciatori di riferimento. Dalle indagini è emerso che le persone sottoposte al provvedimento cautelare adoperavano nella comunicazioni un “codice cifrato” che - grazie all’esperienza ed alla operatività sul campo - è stato decriptato dagli investigatori, il che ha consentito di dare significato a dialoghi apparentemente privi di senso logico o nel corso dei quali gli indagati si limitavano a fissare un semplice incontro. Un 'pantalone' e 'mezzo pantalone' è risultato corrispondere rispettivamente ad un chilo e mezzo chilo di marijuana; una camicia bella corrispondeva ad un chilo di marijuana; 'porta lo sporc' equivaleva a porta lo stupefacente; 'la toccata' significava lo stupefacente tagliato; 'una extension' equivaleva ad un chilo di marijuana; col termine 'cioccolato' ci si riferiva all’ hashish. .

In alcuni casi, l’arresto da parte dei carabinieri è stato così rapido da indurre i pusher a ritenere che il corriere fosse fuggito con la droga prendendosi gioco dei fornitori; in questi casi iniziava quindi una ricerca frenetica, presso i conoscenti noti e/o potenziali, che non escludeva il ricorso - come estrema ratio - a riti woodoo per addivenire al rintraccio del pusher ritenuto traditore ed al recupero della droga.

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Le impronte sui pacchi di droga e le indagini dei Ris 

Fondamentale anche il contributo del Ris di Parma che ha consentito, mediante l’esaltazione delle impronte papillari rilevate sugli involucri di plastica che avvolgevano lo stupefacente, di identificare con certezza cinque delle persone arrestate, le cui impronte sono rimaste impresse nella parte interna degli involucri, a dimostrazione che erano entrati direttamente a contatto con la sostanza stupefacente. Complessivamente, nel corso dell’attività sono stati sequestrati circa 36 kg di marijuana ed arrestate nella flagranza del reato di detenzione di stupefacenti 12 persone. Nel periodo delle indagini - cinque mesi- il traffico ha avuto ad oggetto quantitativi ben più consistenti per un volume di affari complessivo di svariate centinaia di migliaia di euro.

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