Cinghio Sud, residenti uniti per dire ‘no’ all’antenna. Stasera incontro con Folli

Non si placa la protesta dei residenti del quartiere contro l'installazione dell'antenna della Telecom, anche dopo le rassicurazioni dell'Arpa. Si teme per il cumulo di tralicci di energia elettrica

Non si placano tra i residenti della zona Cinghio sud le proteste per l’installazione di un’antenna di telefonia, in particolare per timori legati agli effetti delle onde elettromagnetiche su chi vive nei pressi. Per questo cittadini ed esperti del settore si incontreranno oggi alle 20,30 in un dibattito pubblico nella sala della parrocchia SS. Stimmate di via Sbravati 6.

L’intento del dibattito organizzato da Legambiente, è quello di informare i residenti sui rischi per la salute connessi alle onde elettromagnetiche, sui limiti di legge che i gestori di telefonia sono tenuti a rispettare e sul temuto effetto cumulo di tralicci delle linee elettriche.

Tra gli aspetti che più hanno destato polemica tra i residenti del Montanara il fatto che non sia stato possibile discutere con l’azienda Telecom “subendo” una scelta importante come quella dei siti di installazione di antenne e impianti di telefonia e radio tv. “Questo – sottolinea Legambiente Parma - a dispetto di un sito pubblico già individuato negli anni scorsi e meno impattante, paesaggisticamente, di quello utilizzato al Cinghio sud”. Una vicenda che desta polemiche da tempo, oggetto di dibattito anche in occasione degli incontri "Il quartiere che vorrei". Si era espressa in merito anche l'Arpa sottolineando che "l'antenna della zona Cinghio Sud ha superato tutti i controlli del caso e l'iter di autorizzazione è avvenuto secondo quanto previsto dalla normativa vigente".

All’incontro aperto saranno presenti  l’assessore all’ambiente del Comune Gabriele Folli, Responsabile del Servizio Sistemi Ambientali della Sezione di Parma di Arpa Silvia Violanti, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda Usl Gianluca Pirondi, una residente del quartiere Montanara Paola Orlandini e il presidente Legambiente Parma Francesco Dradi.

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