Circo, Lella Girardi dell'Enpa: "Perchè non possiamo esprimere il nostro dissenso?"

La direttrice dell'Enpa di Parma Lella Girardi risponde alle dichiarazioni del direttore del circo di Mosca: "Enpa non è mai stata ostile al circo, non abbiamo mai indicato incivili quanti vi operano"

Circo di Mosca. La direttrice dell'Enpa di Parma Lella Girardi risponde alle dichiarazioni del direttore del circo di Mosca. "A seguito anche recenti interventi del Responsabile del Circo di Mosca -esordisce la presidente- si rende necessario da parte di ENPA alcune precisazioni. Innanzitutto ENPA non è mai stata ostile al circo, anzi ne ha più volte sottolineato la valenza artistica, ma solo quando essa si basa sull' abilità dell' uomo, senza che a soffrirne siano gli animali. Né ha mai indicato come incivili quanti vi operano. Il concetto espresso è ben altro: come sottolineato anche da grandi uomini della storia che hanno condannato la società indifferente alla sofferenza degli animali, creature che provano sentimenti e patiscono sofferenze, ENPA ha ribadito questo concetto, dichiarato come imporre sofferenza non sia da considerarsi espressione di civiltà di un popolo".

"Certamente -prosegue la presidente- il circo in cui vivono "prigionieri" animali che per la specie di appartenenza hanno esigenza di vivere in spazi aperti, di comportarsi come è giusto che sia nella loro natura, il circo non può essere considerato ambiente in grado di offrire il dovuto benessere, anzi provoca in loro profonda sofferenza. Canguri, zebre, leoni, tigri, cammelli e quanti altri animali esotici si possano elencare, soffrono se costretti a condurre questa vita innaturale. Nessuna dissertazione può contrastare questa affermazione. Come si può affermare che non soffrono se costretti in gabbie anguste, se sottoposti a viaggi stressanti in carrozzoni, trascinando la loro povera vita in condizioni climatiche diverse da quelle per cui sono fatti, tenuti prigionieri perché concedere loro un minimo di libertà costituirebbe un pericolo per la società? Esiste per gli animali, come per gli uomini, una sofferenza fisica e una sofferenza psicologica. Animali stressati, infelici, quelli del circo. E ne è una prova anche l' incidente che ha visto vittima una bimba a causa del comportamento anomalo di un cavallo che a detta dei circensi era un animale tranquillo. Un animale stressato, diciamo noi, come tutti quelli che vivono nel circo, animali che nel tempo manifesteranno comportamenti inusuali, che sono espressione di uno stress giunto ormai all' esasperazione. Comportamenti anomali che vanno letti come un grido di sofferenza. E che dire poi dell' addestramento? All' addestramento "dolce" non crede nessuno, perché solo con l' imposizione più o meno dolorosa si può imporre ad un animale di comportarsi contro natura.

Che poi gli animali non siano catturati in natura, non è questa una giustificazione che sollevi i circensi da responsabilità morali: anche se nati in cattività questi animali hanno esigenze connaturate alla loro specie. La vita in prigionia produce sofferenza, sia che gli animali siano imprigionati nei circhi che negli zoo o nei delfinari. Chi si batte per la tutela degli animali, come ENPA, non può giustificare il protrarsi, giorno dopo giorno, di tanta sofferenza.

Si aggiunga poi, in risposta all' accusa del direttore del Circo di Mosca, che il non aver partecipato alla Commissione di controllo igiene e sicurezza del 21 dicembre non è un atto di rifiuto: questa commissione non è aperta al pubblico, ma è istituita da personale istituzionale. Come è logico ENPA non aveva titolo a parteciparvi, per cui non ha ricevuto alcun invito. E poi, per fare cosa? Non mettiamo in discussione che gli animali siano ben alimentati o siano attivate buone condizioni di sicurezza al solo scopo di impedirne la fuga. Ci mancherebbe che ciò non avvenisse! Ma ragioniamo: è' come se ai carcerati venisse offerto un buon pranzo, fosse assicurata l' impossibilità a evadere, ma vivano, come avviene, in pochi metri quadrati e siano privi di quelle esigenze sociali e di libertà che desidererebbero. Con un' unica differenza: i carcerati, o comunque gran parte di loro, si trovano in carcere per aver contravvenuto alle regole di corretta convivenza sociale e aver provocato danni alle persone o al loro patrimonio. Gli animali non hanno scelto di vivere in prigionia ed essere sottoposti a coercizioni di addestramento: vi sono stati costretti.

Le affermazioni del direttore artistico del Circo di Mosca, quindi, non reggono. Comprensibile che difenda le scelte del circo che rappresenta, ma, mi dispiace per lui, non convincono proprio. Sulla scelta poi delle date scelte da ENPA e dal Gruppo AlternativAlCirco per manifestare, così criticate dal circo stesso, non si comprende perchè non si possa essere liberi di scegliere quando civilmente esprimere il proprio dissenso. A questo proposito non vogliamo nemmeno raccogliere la provocazione insita nelle infelici espressioni del direttore del circo sul volontariato e i panettoni. Affermazioni infelici che certo non onorano chi le ha pronunciate.

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A concludere, una nota di soddisfazione per quanti hanno manifestato, peraltro non raccogliendo le numerose provocazioni dei circensi. Forse sarà poca cosa, ma è un buon inizio: dopo aver ascoltato le ragioni della nostra manifestazione, due famiglie con tanto di bambini al seguito, pur entrate nel posteggio del circo, hanno letto i volantini del dissenso e, dopo aver ragionato, hanno scelto di rinunciare allo spettacolo, esprimendoci la loro scelta. Uno stimolo in più per continuare ad esprimere il nostro dissenso. Ogni volta che il Circo si attenderà a Parma noi ci saremo, nella più corretta espressione del dissenso". 

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