Circo: Vittoria Brambilla propone nuove regole a Pizzarotti

Dopo aver bloccato l'arrivo a Parma del circo di Aldo Martini, Pizzarotti ha ricevuto dall'ex Ministro del Turismo una proposta di regolamentazione comunale per tutelare gli animali nei circhi

Dopo l’acclamato retromarcia di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, che con l’ordinanza dell’8 ottobre ha bloccato l’arrivo del circo Rinaldo Orfei di Aldo Martini in città, l’ampio consenso di cittadini e animalisti si è rafforzato con la netta posizione di Michela Vittoria Brambilla, ex ministro del Turismo e portavoce della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente (a cui aderiscono realtà nazionali come E.N.P.A., LAV, Lega del Cane, Leidaa, Oipa, Chiliamacisegua, Noi Animali e Sos Levrieri), che ha consegnato a Pizzarotti una proposta di regolamento comunale per “tutela del benessere e rispetto dei diritti degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti”.

Una carta di Parma, per salvaguardare le specie protette ed in via di estinzione (scimmie, orsi, grandi felini, elefanti, rinoceronti, giraffe, rapaci, foche e delfini), usate a scopo di intrattenimento, che è stata esposta durante la conferenza stampa dell’11 ottobre, presso l’Hotel Toscanini a Parma, a cui hanno partecipato anche Carla Rocchi, presidente nazionale di E.N.P.A., Carla Campanaro, responsabile del settore legislativo di LAV, Lella Gialdi, presidente di E.N.P.A. Parma, e Moira Albi, presidente di Oipa Parma.

"L’obbiettivo primario è porre fine al fatto che gli animali  vengono forzati a situazioni contro natura. Vogliamo condurre una battaglia culturale e civile tramite informazione e sensibilizzazione. – ha spiegato Michela Vittoria Brambilla - Gli italiani sono inconsapevoli contribuenti di un mondo immorale e arrogante, quale è quello circense, finanziato con soldi pubblici: infatti, la vigente legge 337 del 1968 ne riconosce funzione sociale e il DM 20 novembre 2007, e successive modificazioni (recante: “Criteri e modalità di erogazione contributi in favore di attività circensi e di spettacolo viaggiante, in corrispondenza degli stanziamenti del Fondo unico dello spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985 n. 163”) definisce attività circense quella “di un’impresa che sotto il tendone di cui dispone presenta al pubblico uno spettacolo in cui si esibiscono clown, ginnasti, acrobati, prestigiatori, animali esotici o domestici ammaestrati”. I cittadini devono sapere dove finisce il loro denaro per opporsi consapevolmente in favore di chi non ha voce per reclamare i propri diritti".

Carla Campanaro, avvocato della LAV, ha aggiunto: "Dopo la morte di Aleksandre, la giraffa fuggita dal circo di Imola, il sentimento animalista si è risvegliato nell’opinione pubblica. Pizzarotti con l’ordinanza dell’8 ottobre (“divieto di utilizzo ed esposizione di animali, su territorio comunale, per attività di spettacolo ai fini di tutela sicurezza ed ordine pubblico”) ha posto in primo piano la pubblica incolumità, messa a rischio dalla protesta contro l’arrivo del circo Rinaldo Orfei di Aldo Martini. I Comuni cercano di andare in contro alle richieste della collettività, ma ciò che manca è una regolamentazione dei circhi con animali a livello nazionale. Per cui si cerca di realizzarla a livello locale".

La proposta di regolamento comunale proposta dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, rappresentata da Michela Vittoria Brambilla, verrà proposta a tutti i Comuni e chiede anche “requisiti minimi per le specie non oggetto di divieto, l’obbligo per i conduttori di seguire corsi di formazione, la notifica di attendamento dei circhi con animali anche alle Associazioni animaliste e la presentazione di un piano in caso di fuga delle bestie”. L’intento è anche difendere i Comuni da eventuali azioni legali dei circi (come quelle annunciate da Martini), ed è importante sottolineare che la proposta non vieta l’esistenza dei circhi, ma cerca di darvi una regolamentazione, tutt’ora assente in Italia.

La presidente E.N.P.A. di Parma, Lella Gialdi, ha commentato: "Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi passi avanti. E’ fondamentale che ognuno faccia la sua parte anche con una sorta di “informazione porta a porta” sull’argomento, perché spesso c’è inconsapevolezza nelle persone. Anche i circensi si rendono conto che la loro fine è vicina perché con i loro spettacoli offendono l’intelligenza delle persone. Parma farebbe un grande atto di coraggio che decidesse di schierarsi dalla nostra parte". Moira Albi, presidente di Oipa Parma, ha sottolineato: "Persino i bambini percepiscono che c’è qualcosa di sbagliato nella sofferenza e nella costrizione degli animali, mentre guardano qualcosa di diseducativo. Ci auguriamo che il circo Rinaldo Orfei rispetti almeno le leggi e non le violi l’ordinanza del sindaco di Parma, come al contrario ha dichiarato Aldo Martini".

Infine, Michela Vittoria Brambilla ha concluso facendo notare che “se il 90% degli italiani è contrario al circo, il dovere della Politica è farsene portavoce”. La sofferenza degli animali nei circhi è indubbia. Lo dice il buon senso e lo conferma la ricerca scientifica: prigionia e “lavoro” sotto il tendone sono incompatibili con le caratteristiche etologiche delle specie coinvolte. Mancanza di spazio, igiene, isolamento sociale e metodi di addestramento spesso brutali completano la triste situazione. Alcuni sulla scala delle emergenze antepongono l’uomo all’animale, gerarchia concordabile nella misura in cui il benessere del primo possa conseguentemente garantire quello del secondo, perché se l’uomo si proclama l’essere più emancipato che esiste, ha il dovere di pensare al bene delle altre creature".

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