Zerbini sotto attacco. Un 77enne: "Mi riempie di gioia vedere gli studenti"

Le polemiche sul circolo descrivono una realtà di caos e degrado. In realtà tra malvasia e musica lo Zerbini è uno dei poli dell'Oltretorrente. Un gestore: "Stiamo recuperando un tessuto sociale ridotto all'osso"

Teatro, doposcuola, corsi di ballo, musica e autodifesa. Tutto a prezzi calmierati. In più, associazionismo, convegni, presentazioni, feste, lauree, pranzi e cene. In un clima che va oltre le differenze di età. Studenti e pensionati popolano quotidianamente il circolo di via Bixio, presidio culturale, sociale e ricreativo dell'Oltretorrente. Lo Zerbini ricomincia a vivere, insieme al quartiere. Le lamentele però non tardano a farsi sentire. Recenti polemiche descrivono il circolo Zerbini come fonte di degrado. La realtà però pare essere ben altra.

"Si sono lamentati per il rumore - dichiara Gianluca, uno dei gestori - noi però abbiamo speso parecchio denaro per i pannelli fonoassorbenti. Siamo a circa 9 decibel sotto la media prevista dalla legge. Abbiamo anche fatto una perizia acustica. Non ci sono feste sino al mattino, generalmente non si va oltre l'una di notte. Stiamo recuperando un tessuto sociale che era stato ridotto all'osso. Abbiamo tenuto i prezzi bassi proprio per questo motivo. Non ci tange che qualcuno trascorra qui 5 ore spendendo solo un euro, ci teniamo che giovani e anziani stiano qui tra noi. Abbiamo avviato tanti progetti, parteciperemo alle domeniche di via Bixio con il Comune. Collaboriamo con una miriade di persone. Siamo aperti a tutte le realtà associative della città, tranne Casa Pound, ovviamente".

"Degrado? Qui c'è la mania di lamentarsi, per tutto - afferma uno tra i frequentatori del circolo - ho 77 anni e vengo qui da prima che andassi in pensione. Mia moglie mi prende in giro chiedendomi se sono stipendiato, ma io vengo qui perchè ci sono tutti i miei amici. In più vedo giovani e studenti, mi riempie di gioia, lo trovo molto piacevole. Da quando sono arrivati questi ragazzi è cambiato il modo di gestire. Prima c'era un degrado interno che faceva spavento, c'era chi veniva qui a bere solo perchè costava poco e magari neanche pagava. Quello sì che era degrado. E' migliorato tutto dalla pulizia alla vitalità. Hanno una mentalità giovane, è questo il valore aggiunto. Il problema vero è che la gente di questo quartiere è cambiata, hanno studiato e credono di avere sempre la verità in mano. Si è persa l'umiltà dell'approccio verso la novità".

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