"Cittadinanza civica", tutto rimandato: non c'è accordo tra minoranza e maggioranza

Continuano i lavori per la concessione della "cittadinanza civica" ai bambini con genitori stranieri che nascono a Parma, ma minoranza e maggioranza hanno pareri discordanti e si discute ancora su molti punti

Continuano i lavori per la concessione della "cittadinanza civica" ai bambini con genitori stranieri che nascono a Parma, ma minoranza e maggioranza concordano solo su un punto: si tratta di un riconoscimento simbolico. Per il resto i pareri sono discordanti. Da una parte c'è chi, come il consigliere del Pd Nicola Dall'Olio, crede che sia giusto inserire dei vincoli, fare una scrematura tra i 470 bambini con genitori stranieri che nascono ogni anno in città, dando ad esempio il riconoscimento ai bambini che nascono a Parma ma nel momento in cui si iscrivono alla prima elementare. In questo modo, concorda il consigliere di Altra politica Maria Teresa Guarnieri, i bambini sono più grandi e possono anche comprendere il senso di questo gesto.

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Al contrario dal capogruppo dei 5 Stelle, Marco Bosi, arriva la richiesta di non inserire ulteriori vincoli proprio perché si tratta di un attestato simbolico che vuole solo dare solo un messaggio: tutti i bambini sono uguali. Anche il consigliere di Civiltà parmigiana, Elvio Ubaldi, chiede di non inserire paletti e propone addirittura di conferire la "cittadinanza civica" anche ai bambini che si trasferiscono a Parma ma che non sono nati nel nostro comune.
Meno propositivo invece il consigliere dell'Udc, Giuseppe Pellacini, che non vede nessuna utilità nell'istituzione di un simile riconoscimento dal momento che non ha nessun valore giuridico e legale. La discussione si chiude così con un nulla di fatto, anche per ragionare meglio sulle varie proposte, e verrà ripresa giovedì quando la commissione Affari istituzionali si riunirà nuovamente.

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