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Raccolta di rifiuti elettrici ed elettronici: Parma al terzo posto in Italia

Parma si colloca al terzo posto con la raccolta di 3.626 chilogrammi in dieci scuole, alle spalle di Prato con 5.098 chilogrammi in venticinque scuole e Reggio Emilia con 4.141 chilogrammi in undici scuole

E’ giunto al termine il programma di comunicazione nazionalesensibilizzazione sulla corretta gestione dei RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche rivolto alle scuole elementari del territorio. Il progetto, promosso dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e dal Centro di Cordinamento Raee (CdC RAEE), con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente è stato realizzato a Parma con il patrocinio del Comune e con la collaborazione di IREN.

La valutazione dei risultati di raccolta di ‘piccoli’ RAEE nelle due settimane di febbraio di svolgimento del progetto è senz’altro positiva: su scala nazionale, Parma si colloca al terzo posto con la raccolta di 3.626 chilogrammi in dieci scuole, alle spalle di Prato con 5.098 chilogrammi in venticinque scuole e Reggio Emilia con 4.141 chilogrammi in undici scuole. Se si considerano i singoli plessi l’istituto comprensivo Albertelli-Newton si è posizionato al secondo posto assolutocon la raccolta di 1.119 chilogrammi, preceduto solo da Ca’ Bianca di Reggio Emilia, che ha raggiunto quota 1.326. Il progetto ha visto la partecipazione prevalentemente delle classi quarte e quinte elementari, e di alcune classi medie, delle scuole Albertelli-Newton, Puccini - Pezzani, Toscanini, ParmigianinoIstituto di via Montebello, Scuola per l'Europa, Istituto Sanvitale - Fra Salimbene, per un totale di

Nonostante il progetto sia giunto ormai al termine, l’operazione di raccolta dei rifiuti elettrici nelle scuole continuerà, in via sperimentale, fino alla fine dell’anno scolastico con la collaborazione di Iren. L’assessore all’ambiente Gabriele Folli si dichiara soddisfatto dei risultati ottenuti e ricorda la vitale importanza di continuare la raccolta e tener viva la coscienza ambientale che si è creata, in quanto “gli scarti elettrici ed elettronici contengono materiali preziosi che possono in questo modo essere valorizzati e recuperati, evitando di produrre inquinamento e danneggiare l’ambiente”.

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