Ricerca, l'Università di Parma è al 5° posto. Ingegneria al primo

A stabilirlo è l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, che premia gli enti di ricerca meritevoli in base al valore dei propri lavori scientifici, prodotti e brevetti più interessanti, anche a livello internazionale

L’Ateneo di Parma è al quinto posto nella classifica dei grandi atenei italiani per il valore e la qualità delle attività di ricerca realizzate. Lo stabilisce l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) che ha recentemente presentato i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca italiana (VQR) per il settennio 2004-2010.
 
Il nostro Ateneo si distingue in modo particolare nell’area scientifica dell’Ingegneria civile e architettura (collocandosi al primo posto). Eccellenti risultati sono stati ottenuti nell’ambito delle Scienze biologiche, Scienze chimiche e delle Scienze politiche sociali.
L’analisi ha confrontato la qualità della ricerca di 133 strutture all’interno delle 14  aree scientifiche definite dal Consiglio Universitario Nazionale: in particolare, sono state valutate 95 università, 12 enti di ricerca vigilati dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) e 26 enti “volontari” (9 enti di ricerca e 17 consorzi interuniversitari).
 
Per realizzare tale analisi, che è iniziata a novembre 2011, l’ANVUR ha arruolato 450 esperti riuniti in 14 Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV) individuati con un rigoroso processo di selezione, che considerava produttività ed eccellenza scientifica, oltre che esperienza nazionale e internazionale in attività di valutazione. In totale il processo di valutazione ha riguardato 184.878 prodotti di ricerca (tra articoli, monografie e saggi, atti di convegni, brevetti, manufatti, note a sentenza, traduzioni, software, banche dati, mostre e performance e cartografie), che sono stati valutati in base a criteri di rilevanza, originalità e grado d’internazionalizzazione.
 
Nei giorni successivi alla pubblicazione dei risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca italiana (VQR) si è sollevato un esteso dibattito da parte di docenti, Università e Enti di ricerca in merito a possibili imprecisioni, interpretazioni o valutazioni non corrette che hanno fatto emergere dati diversi da quelli pubblicati fino a oggi dalla stampa nazionale. Parma infatti era stata collocata all’ottavo posto.
 
A conforto deIl’ultimo dato che vede l’Ateneo di Parma al quinto posto spicca un articolo pubblicato su “Roars – Return on Academic Research”, autorevole sito web gestito da diversi soggetti che lavorano nell’università e nella ricerca, che rivede completamente la classifica in oggetto: “L’ANVUR ha fornito alla stampa classifiche diverse da quelle desumibili dal Rapporto Finale della Valutazione di Qualità della Ricerca. In particolare sono state cambiate le soglie di demarcazione dei segmenti dimensionali degli atenei. Come conseguenza, cambiano parecchie posizioni di testa. Non è cosa da poco perché è in gioco l’immagine e la reputazione degli atenei e degli enti di ricerca (…) Se adesso applichiamo le soglie dimensionali adottata nel rapporto finale ANVUR, la classifica cambia radicalmente: infatti, nel proprio rapporto finale. Milano Bicocca e Verona sono classificate dall’ANVUR  non tra le grandi, bensì tra le medie università. Ecco allora la classifica delle grandi basata sulle soglie adottate nel rapporto finale ANVUR:


·        1° Padova
·        2° Bologna
·        3° Torino
·        4° Pavia
·        5° Parma”
 
In tale contesto si evidenzia anche un’intervista del “Manifesto” uscita in data odierna al Direttore dell’Anvur, Roberto Torrini, nella quale lo stesso Torrini ammette una erronea diffusione dei dati ma di miglior comprensione al mondo giornalistico.

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