Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Clonano le carte carburante e fanno il pieno per 5 mila euro: due arresti

La coppia in manette ha effettuato undici rifornimenti tra Parma, Noceto e Fiorenzuola d'Arda

Hanno clonato le carte carburanti di alcune aziende di trasporti e in tre mesi sono riusciti a effettuare rifornimenti per un valore di 5 mila euro. Un uomo e una donna - le cui iniziali sono S.R. di 37 anni e D.S,N, di 35 anni - sono stati arrestati con l'accusa di utilizzo fraudolento di carte carburanti clonate. I carabinieri di Soragna, coordinati dai colleghi di Fidenza, hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari. 

Gli episodi contestati alla coppia sono undici, in un lasso di tempo che va dal 5 gennaio al 31 marzo 2024 al 31 marzo.2024 per un importo di circa 5 mila euro

Il tutto ha inizio quando, nel mese di gennaio 2024, il comando Stazione Carabinieri di Soragna, su richiesta di alcuni Comandi arma di altre regioni, effettuava degli accertamenti presso aree di servizio dislocate nella provincia di Parma ed in particolare nei Comuni di Fidenza, Soragna e Fontanellato,
poiché ignoti, mediante l’utilizzo di schede carburante clonate, avevano effettuato rifornimenti di carburante per svariate migliaia di euro. In particolare le carte clonate erano associate a veicoli aziendali.

In data 7 febbraio 2024, il legale rappresentante di una società di trasporti corrente nella bassa parmense, sporgeva formale denuncia rappresentando che ignoti avevano indebitamente utilizzato alcune carte di pagamento clonate, effettuando diversi rifornimenti di carburante presso le aree di servizio presenti nei comuni di Noceto, Fontevivo, Fontanellato, Fidenza, Fiorenzuola D’Arda e Parma. 

I Carabinieri di Soragna, delegati alle indagini, acquisivano le immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza installati nelle aree di servizio interessate, dalla cui visione emergeva che gli autori dei prelievi fraudolenti erano giunti a bordo di un grosso furgone di colore bianco e che erano in due, un uomo ed una donna. I successivi accertamenti tecnici, effettuati mediante l’analisi dei dati e presenti nei sistemi di rilevazione targhe, posti lungo le vie attigue alle aree di servizio, permettevano di identificare il proprietario del mezzo nell’odierno indagato.

La comparazione delle immagini riprese dalle telecamere con le fotografie ritraenti gli indagati, dava piena corrispondenza, confermando l’identificazione di entrambi, almeno allo stato attuale delle indagini. A questo punto, la sinergia investigativa fra il comando Stazione di Soragna e la Compagnia di Fidenza ha permesso di acquisire non appena presentate nei diversi comandi Stazione della Bassa, denunce analoghe, facendo immediatamente scattare verifiche, accertamenti ed acquisizioni di immagini, che in tutti i casi contestati hanno evidenziato la presenza dei due odierni indagati. Diverse sono state le ditte vittime del raggiro, i cui legali rappresentanti hanno formalmente sporto querela, dando la possibilità ai Carabinieri ed alla Procura di acquisire un robusto quadro indiziario a carico degli indagati.

In alcune circostanze sono stati documentati utilizzi fraudolenti con prelievi di carburante a mezzo di cisterne ed in favore di terzi a dimostrazione della volontà di trarre un ingiusto profitto da tale attività. Il prosieguo dell’attività investigativa confermava che, benchè gli indagati si presentassero presso le
aree di servizio con mezzi diversi ed in alcuni casi non riconducibili direttamente a loro, lo sforzo investigativo, consistito nell’acquisire e confrontare le immagini nelle quali i due soggetti sono stati immortalati con le foto identificative, hanno dato sempre piena corrispondenza, confermando che si trattava delle stesse persone.

Secondo il GIP, che ha valutato i riscontri investigativi raccolti dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Parma, i due sono fortemente indiziati di essere gli autori in concorso degli indebiti utilizzi e, visto il concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte della
stessa specie e le specifiche circostanze e modalità dei fatti commessi e della personalità degli indagati, ha inteso emettere, concordando con la richiesta della Procura, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei entrambi.

Nel corso dell’esecuzione del provvedimento cautelare con contestuale perquisizione del domicilio degli indagati i Carabinieri hanno rinvenuto alcune delle schede carburanti clonate. Contestualmente è stato dato corso al sequestro preventivo della somma di 4.700 euro, pari al valore del carburante sottratto ed al sequestro dei mezzi nella disponibilità della coppia, utilizzati per compiere l’illecito.

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