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"Le donne dipendenti da cocaina? Sono più fragili e sono spesso vittime di abusi sessuali e psicologici"

La direttrice del Sert Antonioni: "E' una patologia che colpisce una donna su cinque uomini ma siamo preoccupate per le nuove generazioni di ragazze che stanno eguagliando i maschi come consumatrici"

E' un fenomeno mondiale quello della cocaina. Tutti ne fanno uso, uomini e donne in quasi tutte le fasce d'età. I giovani spesso cominciano per gioco, per farsi accettare dalla compagnia, altre volte perché dietro la loro maschera di ferro si nasconde un animo segnato da sofferenze interne alleviate (in maniera presunta) da una pozione magica che ha l'effetto di eccitare e gonfiare le sensazioni fino a portarle in un contesto dove di reale c'è veramente poco.

"Il fenomeno a Parma è dovuto anche a come è strutturata la società della nostra cittadina - dice la dottoressa Antonioni, direttrice del Sert -. Sa in quale paese non si usa droga? Il primo paese in cui non si usa droga è il Sultanato del Bruneil. Lei si chiederà dove sia il Sultanato del Bruneil, me lo chiedo anche io - dice durante l'intervista -. Questo per farle capire che la droga è in tutto il mondo, di solito si pensa che ci siano isole felici ma non è cosi. La droga è diffusa in tutto il mondo: le persone dipendenti sono fragili e la fragilità maggiore ce l'hanno le donne - spiega la Antonioni -. Fino ad oggi è stata una patologia di tipo maschile, colpisce una donna su cinque maschi, ma le giovani dai 16 ai 18 anni stanno eguagliando i maschi. Questo ci sta preoccupando notevolmente e come Dipartimento ci stiamo attivando per avere una maggiore attenzione nei confronti delle donne. Le nostre pazienti hanno spesso subito dei traumi, hanno delle storie di grandissima sofferenza, abusi sessuali e psicologici, sofferenze di ogni tipo e genere".

"La donna diventa dipendente -prosegue la dottoressa- molto più velocemente rispetto ad un maschio: si chiama 'effetto telescopio' per cui una donna che entra in contatto con le sostanze ci mette due settimane mediamente, mente un uomo ci mette un mese. Questo fenomeno ci rende ancora più fragili di fronte alle sostanze. Abbiamo in carico come Sert di Parma oltre un migliaio di persone: le donne sono circa 300. Arrivano da noi senza l'impegnativa del medico, le nostre porte sono sempre aperte, accogliamo e non giudichiamo. C'è un equipe dedita all'accoglienza dei nuovi utenti: tutti i Sert sono in difficoltà perchè le risorse diminuiscono e noi operatori iniziamo ad invecchiare e ritengo che la forza dei servizi per le tossicodipendze è di accogliere le pesone, ascoltarle. Abbiamo poche armi contro la cocaina, paradossalmente si combatte di più contro l'eroina ma ormai eroinomani puri non ce ne sono più: per raggiungere un divertimento altissimo i giovani mischiano e si ammazzano". 

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