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"Distrutto da coca e azzardo"

Giacomo (come di fantasia) ha 41 anni, un lavoro da informatico alle spalle: "Inseguivo il sogno della grande vincita e sono finito in un incubo ma oggi sono un uomo nuovo: ecco cosa mi è successo"

Giacomo (nome di fantasia), 41 anni ed un lavoro da informatico alle spalle, oggi si ritrova in un percorso di recupero che spera possa consentirgli di ritrovare di nuovo un lavoro, per poter sperare nel futuro. L'uomo che si trova di fronte a noi ha superato situazioni molto difficili: prima la dipendenza da gioco d'azzardo, l'uso quotidiano dello slot machine e poi la dipendenza da cocaina: un tunnel da cui è difficilissimo uscire.

"Inseguivo il sogno della grande vincita" 

"Vi spiego la mia situazione: ora sto molto meglio ma non mi sono ripreso del tutto. Riuscire ad uscire da questo tipo di dipendenze è molto difficile: mi vergogno quasi a parlarne ma so che mi farà bene. Quando iniziai ad usare le slot machine avevo 35 anni, un lavoro sicuro come informatico e una famiglia che mi voleva bene alle spalle: mia madre e mio padre. Inseguivo il sogno di una vincita di migliaia di euro; mi sono perso e il sogno si è trasformato in un incubo. Dopo i primi cinque mesi di gioco arrivai a spendere tutti i miei soldi nelle slot machine. Non avevo problemi di affitto o di altre spese, in quanto vivevo nella casa dei miei genitori: è incredibile da dire oggi ma non avevo problemi economici. Seguivo un sogno e per quel sogno sono arrivato a distruggermi completamente". 

"Dalle slot machine alla cocaina" 

Un lavoro sicuro, una famiglia alle spalle: tutto quello che permette di vivere una vita 'normale'. Ma per Giacomo non è stato così: ha rischiato tutto per un sogno ed ha perso più di quello che ha investito, ovvero la sua dignità. "Non riuscivo più a fermarmi e a riflettere su me stesso: mi stavo completamente privando delle cose minime della vita quoditiana; degli affetti e della famiglia. Le slot erano diventate il mio unico pensiero durante la settimana". Poi la cocaina penettrò nella vita di Giacomo come un fulmine a ciel sereno: "Alcune persone che giocavano come me con le slot mi proposero di provare con la droga: mi avrebbe permesso, dicevano, di essere sempre lucido e giocare di più. Provai qualche volta ma la cosa non mi attirava tanto. Quando perdevo al gioco, cioè quasi sempre, però la cercavo e spesso la consumavo con altre persone. Divenne un incubo anche quello: avevo il cervello colmo, non sapevo più dove sbattere la testa". Poi la conoscenza di una persona di fiducia, un'amica, ha permesso a Giacomo di risolevvarsi: "In tutto il periodo della dipendenza, la posso chiamare così solo oggi, mi confidavo con un'amica: una donna molto forte che ad un certo punto è stata essenziale per il mio percorso di recupero: ho affidato tutto a lei e oggi sono orgoglioso di averlo fatto: sto molto meglio e spero di riuscire a tornare ad una vita normale". 

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