Parmigiano, Coldiretti: "I conti non tornano, in tre mesi calo dei prezzi del 10%"

Dopo poco più di 100 giorni - rivela la Coldiretti -ci troviamo con una quotazione del formaggio 12 mesi calata a 7,85 euro con una perdita del 10%. Coldiretti auspica quanto prima un cambio di passo dell’operato del Consorzio

A oltre tre mesi dall’Assemblea del 2 aprile svoltasi a Parma qualcosa di quanto a suo tempo esposto alla base sociale dal Consorzio del Parmigiano Reggiano non torna! E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna in occasione della nuova assemblea che si terrà il 23 luglio a Reggio Emilia nel ricordare che la platea dei soci era stata rassicurata sulla buona salute del re dei formaggi dai numeri del 2013: Export + 5%, produzione - 0,85%, giacenze - 4,3% e dal tavolo della presidenza si spiegava, anche in contrapposizione agli interventi che ponevano qualche dubbio, che questi indicatori positivi lasciavano intravedere un futuro più soddisfacente per i produttori.

L’indicatore più positivo era il cosiddetto "boom" dell’export che vedeva nel 2013 collocare sui mercati esteri circa 45.800 tonnellate di Parmigiano Reggiano arrivando a toccare il 34% della produzione totale ed anche nei primi 4 mesi del 2014 si continuava a registrare sensibili incrementi delle vendite all’estero.
Invece - rileva la Coldiretti - dopo poco più di 100 giorni ci troviamo con una quotazione del formaggio 12 mesi calata a 7,85 euro con una perdita del 10%. Qualcosa non torna e si apre il totoscommesse a chi verrà imputata questa volta la colpa dell’attuale situazione da parte degli organi  del Consorzio. Evidentemente lo sbandierato successo dell’export pare non abbia dato i risultati sperati pur in presenza di stabilità nella produzione.

Notizie di questi giorni evidenziano che i dati dell’export  utilizzati per riconoscere alle imprese commerciali l’incentivo economico per l'esportazione, siano oggetto di attente e continue verifiche da parte del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Forse qualche conto non torna? Sicuramente non tornano ad oggi i conti nelle aziende agricole che devono affrontare un aumento di costi crescente a fronte di una diminuzione del prezzo ottenuto.
Coldiretti auspica quanto prima un cambio di passo dell’operato del Consorzio in quanto l’attuale crisi necessita di essere affrontata in modo deciso e strutturale e con assoluta trasparenza,  anche rivedendo quanto prima il Disciplinare di Produzione.

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