Reggia di Colorno ristrutturata: un anno dopo le scosse di gennaio

A un anno di distanza dalle due tremende scosse che il 25 e 27 gennaio scorsi hanno danneggiato il magnifico complesso monumentale, che fu residenza dei Farnese e dei Borbone, ha riacquistato la quasi totale agibilità

A un anno di distanza dalle due tremende scosse che il 25 e 27 gennaio scorsi hanno fatto tremare il Parmense e pesantemente danneggiato la Reggia di Colorno, il magnifico complesso monumentale, che fu residenza dei Farnese e dei Borbone, ha riacquistato la quasi totale agibilità.
Anche l’ingresso principale, sulla bella piazza del centro della Bassa Parmense sarà preso aperto grazie all’intesa che la Provincia di Parma, proprietaria dell’immobile, ha stretto con Alma. La prestigiosa e unica “Scuola internazionale di Cucina Italiana”, che da sempre ha sede nella Reggia, diventa ogni anno più grande e dunque ha necessità di usare nuovi spazi per le attività formative. Sarà Alma investire per il ripristino dell’ala sud dell’edificio, lavori che consentiranno, oltre all’agibilità dei locali posti sul fronte, la riapertura dell’accesso principale sulla piazza e dell’ingresso al giardino storico prospiciente il cortile d’onore.

“Questo intervento  - spiega l’assessore alla Cultura Giuseppe Romanini - è l’ultimo in ordine di tempo attivato dalla Provincia. Ci siamo assunti da subito la responsabilità che ci competeva e abbiamo messo in campo personale e risorse, cosa non facile in tempi di ristrettezze come questi. La Reggia è stata e sarà una priorità e dunque abbiamo agito di conseguenza e nei tempi più brevi possibili per un immobile così complesso. La nostra attività è stata diretta alla messa in sicurezza e successivamente al ripristino della funzionalità del complesso, risultato che raggiungeremo con gli ultimi interventi di Alma e su San Liborio. Allo stesso tempo ci siamo attivati con l’assicurazione e se tutto va come auspichiamo quei fondi serviranno al restauro. Con determinazione perseguiamo l’obiettivo di far tornare la Reggia com’era ”. Fino ad oggi i finanziamenti attivati dalla Provincia sull’intero complesso sono di 565mila euro. 312mila euro l’intervento di Alma. 1 milione e 950mila la stima dei danni al vaglio dell’assicurazione.

Gli interventi
Le due potenti scosse hanno gravemente lesionato le strutture murarie e gli apparati scultorei del Palazzo Ducale e della Cappella Ducale di San Liborio, al punto che si sono resi necessari da subito provvedimenti di inagibilità di parte delle stanze e degli accessi. In un mese – e spesso sotto la neve – con gru e piattaforme aeree si è provveduto alla rimozione degli elementi a rischio di caduta. Complessivamente i gruppi scultorei che adornavano la Reggia erano 102 fra statue e vasi tutti in marmo bianco di Verona e molto pesanti: circa un tonnellata le prime, 3 o 4 quintali le coppe. Insieme a questi elementi sono stati rimossi anche comignoli e coppi pericolanti e con ponteggi è stato possibile effettuare la messa in sicurezza della torre nord-est (lato giardino), della lanterna della torre nord-ovest (lato torrente) e dell'obelisco sul fronte ovest (lato torrente), oltre che per il distacco di intonaci esterni e di cornicioni.

Questi interventi di messa in sicurezza (152 mila euro)  sono stati diretti dai tecnici dell’Ufficio Strutture turistiche della Provincia di Parma in coordinamento con la Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici. Circa una quindicina gli addetti con gruisti, edili e tecnici fra cui anche due restauratori che sovrintendono alle delicatissime operazioni di legatura, sollevamento e posa a terra dei pezzi. Dopo circa una settimana dal sisma Alma ha ripreso le attività didattiche, successivamente è stato riaperto il cortile d’onore e l’accesso agli spazi museali del Piano Nobile della Reggia.

Sempre avendo come obiettivo l’agibilità, e con la supervisione della Soprintendenza con ulteriori 42mila euro si è poi provveduto alla sistemazione dei portali di ingresso al cortile d’onore con ancoraggio degli elementi decorativi e messa a ricovero degli elementi rimossi.
In questo modo è stato possibile  ripristinare il collegamento, e quindi l’accesso, tra il giardino storico ed il cortile d’onore del Palazzo Ducale, nonché la riapertura dello scalone del Petitot che porta al Piano Nobile. A fine aprile è così stato possibile svolgere nel giardino della Reggia la mostra “Nel Segno del Giglio”.

Stima dei danni e assicurazione
Contestualmente iniziava la quantificazione e stima dei danni subiti dal Palazzo Ducale e nella Cappella di San Liborio. Nella perizia, per la quale sono occorse specifiche indagini, rilievi, verifiche e modellazioni strutturali – è stata valutato un danno complessivo di 1.950.000.
Indagine, rilievi e proposte progettuali e progetto sono costati 80 mila euro, tutti a carico della Provincia.

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San Liborio
A seguito delle analisi e delle verifiche strutturali effettuate presso la Cappella Ducale di S. Liborio, la Provincia ha approvato un progetto, già finanziato con fondi europei e destinato a interventi di restauro, dell’importo complessivo di 275 mila euro, per la realizzazione di lavori di messa in sicurezza e consolidamento. La realizzazione di tali interventi consentirà la riapertura al culto e alle attività turistico - culturali della cappella entro il prossimo mese di giugno.

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