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Malati psichici truffati, la magistratura indaga. Ausl: “Spiacevole incidente”

Nel 2006 i conti correnti di alcuni ospiti della Comunità I° Maggio furono prosciugati. Il Comitato per la difesa dei Malati Psichici aspetta ancora il verdetto della magistratura. Pellegrini del Dipartimento di Salute Mentale: "Episodi isolati, assistiamo 12.500 pazienti l'anno"

Nel dicembre 2006 un familiare di un ospite della comunità psichiatrica I° Maggio di Colorno sospetta anomalie nella gestione del conto corrente del suo parente. Il Comitato per la difesa dei Malati Psichici inizia a scandagliare i bonifici dei pazienti. Ed i conti non tornano. Lella Fulgoni, presidente del Comitato, ricorda perfettamente la battaglia che portò ad occupare per sei mesi piazzale Matteotti insieme ai ragazzi dei centri sociali, per sollecitare la direzione generale dell’Ausl: “raccogliendo dati e testimonianze scoprimmo che i conti correnti degli ospiti erano intestati all’Ausl e nessuno controllava come venivano amministrati. Mancavano all’appello circa 390mila euro spariti in un anno e mezzo”.

“I pazienti facevano una vita monastica, mai una pizza, mai un gelato – afferma Fulgoni - eppure autorizzavano prelievi di cifre esorbitanti, come 9mila euro in un solo colpo. Era un metodo. Gli ospiti imbottiti di psicofarmaci firmavano assegni in bianco, poi qualcuno li compilava e provvedeva a riscuotere. Abbiamo scritto a Vignali, ad Errani, a Bernazzoli; nessuno ci ha mai risposto”. Tanto tuonò che piovve. L’Ausl fa partire un’indagine interna. I casi accertati dalla Commissione Indagine Amministrativa furono 18. L’ente ammise la sparizione di denaro, per un totale di 75.943,99 euro: 25mila ‘spese improprie’, 50mila per l’infermiere in nero.

Le cifre sono state restituite ai pazienti truffati, ma il Comitato chiede il saldo. “Le cifre reali sono superiori a quello che possiamo immaginare – afferma la presidente Fulgoni – non credo sia possibile controllare tutto, ma intanto abbiamo chiesto alla Magistratura di analizzare i conti dei dieci anni antecedenti. Secondo me, il meccanismo è ancora vivo e funziona in maniera più diabolica. Sì, è vero il regolamento sulla gestione dei conti dei pazienti è cambiato: ora punisce solo gli operatori più in basso”.

Il nuovo regolamento per il direttore del dipartimento di salute mentale Pietro Pellegrini invece garantisce nella gestione dei conti correnti dei pazienti “trasparenza e sicurezza. Il servizio è stato riorganizzato e viene serenamente gestito insieme all’Ivri”. La vicenda legata alla sparizione del denaro dai conti di ospiti ed utenti per il direttore è “un incidente spiacevole cui portata verrà chiarita nelle opportune sedi. Parma deve essere fiera dei propri servizi. Assistiamo 12.500 pazienti l’anno, si è trattato di episodi isolati. Casi circoscritti che non hanno messo in discussione il rapporto di fiducia tra professionisti e assistiti”.
 

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