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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Furti seriali nelle scuole di Parma e in alcune lavanderie della provincia: due arresti

Indagini dei carabinieri di Parma Oltretorrente e della Compagnia di Salsomaggiore

Applicate dai carabinieri due misure cautelari in carcere per un 53enne e un 29enne. 

Nel primo caso le investigazioni sono state curate dalla Stazione di Parma Oltretorrente, sotto il coordinamento del Comando Provinciale ed hanno riguardato un 53enne indiziato, a vario titolo, di alcuni furti commessi all'interno delle scuole per l’infanzia, istituti scolastici e abitazioni provate.

All’indagato sono stati contestati innanzitutto due episodi di furto risalenti al 2022, quando, a seguito di effrazione delle finestre, il 53enne  si sarebbe introdotto all’interno di due scuole per l’infanzia asportando le monete contenute nel distributore di caffè, un pc portatile, un tablet ed una fotocamera.

Dopo essere uscito dal carcere, tra gennaio e febbraio 2024 l’indagato è tornato a colpire i suoi obiettivi preferiti, ovvero gli istituti scolastici. L’articolata attività investigativa, avviata dai carabinieri, in piena sinergia con la Procura della Repubblica di Parma, si è avvalsa soprattutto della visione delle immagini di videosorveglianza, ma anche di testimonianze raccolte e di accertamenti condotti sul campo. In particolare i risultati delle indagini biologiche condotte dal Ris di Parma, hanno permesso di attribuire all’indagato i fatti risalenti al 2022, che sono stati saldati con quelli attuali, sino a completare il quadro accusatorio.

Il modus operandi adottato è apparso sempre lo stesso: l’autore ha agito sulla base di un protocollo ben collaudato, basato sulla scelta sistematica di obiettivi nei quali poteva trovare denaro lasciato incustodito, tanto da concretizzare i furti in un lasso di tempo brevissimo, rimuovendo violentemente gli ostacoli tra lui e la refurtiva. Il GIP di Parma ha quindi emesso una misura cautelare personale, in esecuzione della quale i carabinieri hanno rintracciato il 53enne all’interno di una abitazione della città, arrestandolo. L’uomo è stato condotto presso il carcere di Parma.

Il secondo filone seriale riguarda invece un 29enne. All’indagato vengono contestati 19 episodi di furto, commessi in un arco temporale che va dal dicembre 2023 al febbraio 2024.

L’indagato in questione è noto agli inquirenti in quanto già condannato più volte dal Tribunale di Parma e di Reggio Emilia a partire dal 2018 e successivamente anche nel 2019, 2020, 2021 e 2022 per vari reati contro il patrimonio, tra i quali tentata rapina e numerosi furti, tentati e consumati.

Nel corso del 2021, il 29enne veniva sottoposto a una misura cautelare in carcere e successivamente condannato per gli stessi fatti dal Tribunale di Parma alla pena di 3 anni di reclusione e 800 euro di multa. L’uomo si era reso autore, nel corso di soli quattro mesi, di ben dieci episodi di furto ai danni di lavanderie ed altri esercizi commerciali nel Parmense. Per questa condanna, l’uomo si trovava in affidamento in prova con prescrizioni presso una Comunità terapeutica di Salsomaggiore Terme; il 5 febbraio il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Emilia - al quale i carabinieri di Parma avevano trasmesso una segnalazione - veniva nuovamente portato in carcere in esecuzione dell’ordinanza di ripristino della custodia in carcere emessa dallo stessoTribunale. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Parma e di Salsomaggiore Terme e riguardano una pluralità di furti ai danni essenzialmente di lavanderie self-service, mediante forzatura della cassa automatica (alcune lavanderie sono state oggetto di furti plurimi).

Da tempo la Procura di Parma ha adottato un modulo investigativo innovativo, grazie al quale non si mira a perseguire, separatamente, singoli reati, bensì - attraverso l’impegno costante della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri presenti sul territorio- si cerca di trattare congiuntamente, dal punto di vista giudiziario, una serie di reati contro il patrimonio (furti, rapine, ricettazioni) che appaiono riconducibili alla stessa mano.

In sostanza - man mano che, in Procura,arrivano le singole notizie di reato relative a specifici fatti (per l’appunto: furti, rapine, ricettazioni) per i quali si appuntano sospetti su singole persone- i relativi procedimenti non vengono trattati singolarmente ed in ordine sparso, ma vengono riuniti per nominativo, nel senso che (dopo una ricerca sul sistema informatico della Procura) i fascicoli relativi allo stesso indagato vengono assegnati ad un solo magistrato, che così è in grado di valutare nel suo complesso fatti apparentemente diversi (perché compiuti in giorni differenti), ma che magari presentino le stesse caratteristiche.

Spesso, poi, i reati vengono ripresi da telecamere di sorveglianza, ed allora raffrontando i filmati (o le foto che vengono estrapolate dai filmati), il magistrato assegnatario dei procedimenti riesce anche a verificare le stesse caratteristiche fisiche, lo stesso modus operandi, e persino talvolta lo stesso abbigliamento indossato dall’autore dei reati nei vari episodi delittuosi.

La visione unitaria di queste varie scene del crimine consente alla Procura di valutare meglio se il presunto autore dei reati, sia o meno una persona pericolosa, ed in tal modo verificare se sussistano, o meno, le esigenze cautelari idonee ad avanzare una richiesta di misura cautelare e, nello specifico, quale tipo di misura cautelare chiedere al giudice.

Inoltre, una volta che vengono raccolti tutti gli elementi indiziari a carico di un indagato seriale, al di là di una richiesta cautelare, si riesce a celebrare un unico processo (e non tanti processi separati, come avveniva sino a poco tempo fa); tutto ciò consente un notevolissimo risparmio di tempo e di energie processuali, tanto più che, spesso, l’indagato ed il suo difensore optano per un rito alternativo (rito abbreviato o patteggiamento).

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