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La lunga notte del tentato colpo di Stato in Turchia, una parmigiana: "Spari in strada, non possiamo uscire di casa"

La testimonianza di una giovane la sera del 15 luglio, in diretta durante il tentativo di colpo di Stato, poi fallito: la gente è scesa in strada a difesa del Governo ed Erdogan è ritornato ad Ankara

Tentativo di golpe dei militari in Turchia la sera del 15 luglio 2016. Una giovane di Parma che si trova a Gaziantep e lavora come responsabile delle relazioni internazionali per l'Università, ci racconta i primi momenti successivi al tentativo di colpo di Stato da parte di alcuni militari dell'esercito turco. Facebook funziona e proprio tramire il social network siamo riusciti a metterci in contatto con lei che sta vivendo momenti di panico. Dopo qualche ore le notizie che giungevano dalla Turchia hanno rassicurato la nostra interlocutrice: il colpo di Stato è fallito, la gente ha respinto i militari scendendo in strada. Il presidente Erdogan è ritornato ad Ankara dopo essere fuggito a bordo del suo aereo privato. 

Com'è la situazione, ora, nella città dove vivi? "Qui si sentono spari e colpi di clacson in strada: probabilmente è una protesta contro il golpe- abbiamo sinceramente paura. I social network ora funzionano, le televisioni trasmettono le notizie regolarmente. Ad Ankara una bomba è appena scoppiata in Parlamento. La Farnesina ci ha detto di non uscire di casa: è stato imposto il coprifuoco assoluto fino al 2 agosto e la legge marziale. Il conflitto è anche ad Instanbul, nella zona dei ponti.

Come si stanno comportando le autorità locali? "Il sindaco della città di Gaziantep ha mandato un sms a tutti gli abitanti chiedendo di andare in strada a protestare contro il Golpe". Potete lasciare il Paese? "Non lo so, dipende se domani gli aeroporti funzioneranno". Ad Ankara una giovane ragazza ci racconta che in strada si sentono esplosioni e spari: la gente è scesa in strada contro il coprifuoco diramato dai militari ed è riuscita a respingere i militari; ci sono circa 90 morti, tra cui numerosi civili. 

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