Cellule staminali del sangue placentare: esperti a confronto

Sabato 21 aprile alla Casa della Musica. Un evento organizzato dall’associazione ADISCO in collaborazione con la Provincia di Parma e con le Aziende Sanitarie USL ed Ospedaliero-Universitaria e con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Parma

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“Cellule staminali del sangue placentare: donare per tutti o conservare per sé?” è il titolo del convegno organizzato dall'associazione ADISCO in collaborazione con la Provincia di Parma e le Aziende Sanitarie USL ed Ospedaliero-Universitaria e con il patrocinio dell’Ordine dei Medici di Parma.

L’appuntamento è per sabato, 21 aprile, a partire dalle 8.30, alla Casa della Musica, in piazzale San Francesco n. 1, a Parma.

Il sangue placentare del cordone ombelicale contiene cellule staminali identiche a quelle presenti nel midollo osseo, capaci di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Può, quindi, sostituire il midollo per il trapianto.

Le importanti scoperte dell’ultimo decennio sulle cellule staminali – spesso presentate alla popolazione in modo distorto, enfatizzato o incompleto - hanno favorito lo sviluppo di programmi commerciali di conservazione del sangue placentare, i cui costi sono sostenuti dalla famiglia del neonato, nella remota ipotesi di un utilizzo autologo (cioè a favore di propri familiari) futuro. La conservazione commerciale autologa non viene raccomandata dai maggiori esperti del settore per diverse ragioni, fra cui la probabilità estremamente bassa di utilizzo attualmente prevedibile, la discriminazione socio-economica relativa alla tariffa, la riduzione del potenziale patrimonio solidaristico pubblico causato dalla conservazione autologa, il costo elevato della procedura e le limitate conoscenze attuali sulla vitalità cellulare dopo molti anni di conservazione.

Il convegno vuole dunque essere occasione per aprire un dibattito su questo importante tema: la donazione per tutti o la conservazione per sé.

Dopo l’introduzione di Paola Ronchei Bagnasco, Presidente di ADISCO della Regione Emilia-Romagna e i saluti di Marcella Saccani, assessore alle Politiche sociali della Provincia, Leonardo Marchesi, direttore del Presidio ospedaliero aziendale dell’Azienda USL, Pietro Vitali, direttore del servizio di Medicina preventiva dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, e Pierantonio Muzzetto, presidente dell’Ordine dei Medici, intervengono: Maurizio Vescovi, medico di famiglia; Paolo Rebulla, Direttore del Centro di medicina trasfusionale, terapia cellulare e criobiologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; Alberto Bacchi Modena, Ordinario di Ginecologia e ostetricia dell’Università di Parma; Giuseppe Crovini, Direttore U.O. Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Vaio; Antonio Pistolesi, Direttore U.O. Ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Borgotaro; Franco Aversa, Direttore Ematologia e Centro trapianti midollo osseo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma; Paolo Stefanini, Responsabile programma attività di procurement di organi e tessuti del Dipartimento di Emergenza-urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

A CHI RIVOLGERSI PER DONARE IL CORDONE OMBELICALE
Ai reparti di Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale Maggiore di Parma (tel. 0521.702518); dell’Ospedale di Vaio (tel. 0524.515243); dell’Ospedale di Borgotaro (tel. 0525.970318).

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