Come uomini, contro la violenza sulle donne: l'appello dei 'Maschi che si immischiano'

Nella Giornata contro la violenza sulle donne, a un anno dopo la nascita del gruppo, i "Maschi che si immischiano" hanno pubblicato online un manifesto/petizione

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L'APPELLO - Perché siamo arrivati a questo punto e come possiamo cambiare tutto, da ora. Nel corso del ‘900, il movimento delle donne ha messo in discussione i modelli patriarcali di relazioni tra i sessi ed ha aperto la possibilità di una forma di relazione libera e paritaria tra uomini e donne. Si è trattato di un cambiamento epocale nella civiltà delle relazioni che si riverbera nella coppia, nella famiglia, nel lavoro, nelle istituzioni educative, nei mass media, nella politica. Oggi emergono tuttavia nuove forme di violenza contro le donne - dallo stalking, alla cyber-violenza, ai femminicidi - che tradiscono un risentimento e una fatica maschile ad accettare e rispettare la libertà e l’autonomia delle donne e una difficoltà a cimentarsi in relazioni più libere e democratiche.
Per superare questa violenza occorrono non tanto dichiarazioni di principio ma un’assunzione diretta di impegni. Non si tratta di fare cose straordinarie ma di prestare attenzione alle più ordinarie. Dobbiamo reagire alla noncuranza con cui i vari maltrattamenti si nascondono nella vita di tutti i giorni, alla banalizzazione che rende invisibile, impercettibile e naturale la violenza quotidiana. Prestare attenzione significa intervenire e prendere parola, segnare un limite, introdurre uno scarto, insomma “immischiarci” in una situazione sbagliata e fare la differenza. Per questo, come uomini firmatari di questa carta, ci impegniamo: come partner o mariti…
- a prendere le distanze dai modelli che fondano le relazioni con le donne sul controllo, la possessività, la subordinazione, la sottomissione, ecc.
- a perseguire relazioni affettive e familiari fondate su parità, libertà, responsabilità, condivisione e attenzione reciproca.
- a esprimere una sessualità attenta, ricca e nonviolenta, capace di misurarsi, rispettare e intrecciarsi con i tempi e i modi del desiderio della propria partner.
- ad accettare e rispettare l’autonomia e la libertà di scelta della propria partner, anche nel caso di crisi della relazione o della scelta di separarsi.
come padri o familiari…
- a condividere la cura di figli, figlie e incombenze domestiche.
- a non esporre bambini e bambine a forme di violenza diretta o assistita.
- a non trasmettere ai ragazzi e alle ragazze modelli misogini e sessisti.
- a testimoniare la possibilità di vivere anche il conflitto come momento di riconoscimento delle differenze, di confronto e maturazione, non come occasione per umiliare, ferire o negare gli altri.
come educatori…
- a promuovere fin dall'infanzia la cultura della parità e della nonviolenza, attraverso il rifiuto degli stereotipi di genere, il riconoscimento delle soggettività e il rispetto delle differenze.
- a riconoscere sensibilità, inclinazioni, risorse peculiari di ciascun bambino e bambina, favorendo i percorsi individuali e l’espressione della soggettività.
- a educare all’ascolto, al riconoscimento e all’espressione delle emozioni in sé e negli altri.
- a formare alla relazione, al contenimento dei narcisismi e degli egoismi e al riconoscimento della vulnerabilità e dell’interdipendenza che caratterizzano gli esseri umani.
come amici…
- a non ignorare e a cogliere nelle persone a noi vicine i segnali di sofferenza e disagio nelle relazioni e nei contesti affettivi.
- a stimolare e a proporsi di ascoltare i vissuti, le emozioni, e ad accogliere, contenere e stemperare i sentimenti più negativi e distruttivi come la rabbia e il risentimento.
- a condividere e a fare oggetto di dialogo anche i passaggi più difficili e dolorosi nella vita di una persona, di una coppia e di una famiglia, rendendo più “umane” e affrontabili queste esperienze.
come imprenditori e lavoratori…
- a non discriminare sul lavoro le persone in base all’identità o all’orientamento sessuale.
- a vigilare contro ogni atteggiamento sessista, di molestie o mobbing, e a garantire il pieno rispetto dei diritti e della dignità delle donne.
- a valorizzare le diverse soggettività e a riconoscere appieno gli apporti e i contributi delle donne non meno di quelli degli uomini.
come giornalisti e comunicatori…
- a usare un linguaggio rispettoso, non sessista e a non riprodurre stereotipi di genere.
- a denunciare le forme di maltrattamento e violenza senza riguardo per i ruoli di potere o di autorità rivestiti dagli autori.
- ad adottare nella cronaca e nella comunicazione un uso appropriato e rispettoso delle immagini delle donne, e delle vittime di violenza in particolare.
come personaggi pubblici e rappresentanti delle istituzioni…
- a reagire alla volgarizzazione e alla banalizzazione nelle rappresentazioni del corpo delle donne e della bellezza femminile.
- a contrastare tutte le forme di sfruttamento delle donne e del corpo femminile.
- a testimoniare e promuovere la possibilità di modelli di relazione positiva tra uomini e donne.
Più in generale ci impegniamo a screditare e disonorare qualsiasi atteggiamento violento verso le donne in termini verbali, psicologici, fisici e sessuali.

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