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Acqua pubblica, presidio in Prefettura: "Giù le mani dai referendum"

I rappresentati delle associazioni che aderiscono al comitato provinciale hanno chiesto ed ottenuto un incontro con il viceprefetto per protestare contro i tentativi di depotenziamento attuati dal Governo

comitatoacquapubblicaIn presidio davanti alla Prefettura di Parma per portare la voce delle circa seimila persone che, a livello provinciale, hanno firmato per chiedere l'attuazione dei referendum, oggi messi in discussione dagli interventi legislativi del Governo per quanto riguarda il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Il Comitato Acqua Pubblica di Parma, che comprende una decina di associazioni, tra le quali Legambiente, LiberaCittadinanza, il WWF, Libera, la Cgil e l'Udu, ha promosso un presidio davanti alla Prefettura per protestare contro i tentativi di depotenziamento dei referendum e chiedere un incontro con il Prefetto Luigi Viana. Presenti i rappresentanti delle varie associazioni che invitano tutti i cittadini a votare sì ai referendum del 12 e 13 giugno. Solo ieri, 4 maggio, a poco più di un mese dai referendum, la Comissione di Vigilanza della Rai ha approvato il regolamento per la par condicio per la campagna referendaria.

"Oggi siamo qui - ha sottolineato Raffaele Tagliani, coordinatore del Comitato provinciale Acqua Pubblica di Parma- come gli altri comitati che in questi giorni si sono ritrovati davanti alle Prefetture di tutta Italia, per dire che gli ultimi provvedimenti del Governo, compreso quello di qualche settimana fa, tendono a depotenziare il messaggio del referendum. Il fatto che il Governo abbia deciso una moratoria sulle centrali nucleari e subito dopo Berlusconi abbia detto che il nucleare verrà tirato fuori dopo il referendum è una presa in giro palese degli italiani, di quel 1 milione e 400 persone che hanno firmato per il referendum. La stessa cosa la stanno facendo con l'acqua pubblica. Oggi siamo qui per portare il messaggio al Prefetto e far sì che si ripristino le regole. Fra un mese ci sarà il referendum e gli italiani non sono informati su questa scadenza, solo ieri è stato approvato il regolamento per la par condicio".

"Non pensavamo che la politica raggiungesse questi livelli - prosegue Tagliani- chiediamo libertà di opinione. Siamo contro ad una privatizzazione estrema dell'acqua ma non siamo per tornare alle municipalizzate: pensiamo che il controllo pubblico sia essenziale per la gestione dell'acqua, la Legge Ronchi tende invece a delegare al 100% la gestione al privato: dare la gestione per 30 anni vuol dire darne la proprietà". Poco dopo l'inizio del presidio i rappresentanti delle associazioni del Comitato Acqua Pubblica di Parma hanno ottenuto l'incontro con il viceprefetto. "Il viceprefetto ha condiviso la nostra richiesta, farà sì che la nostra idea giunga a destinazione, noi chiedevamo che la libera espressione venisse ripristinata. Abbiamo ottenuto quello che volevamo".

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