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Villetta, il ricordo di Giacomo Ferrari: "Un costruttore di ponti"

La commemorazione al cimitero della Villetta a 38 anni dalla morte alla presenza anche del prefetto e del presidente del Consiglio Vagnozzi: "Ha dato una prospettiva all'Italia in una dinamica di continuità"

E’ stata ricordata nella mattina di oggi al cimitero della Villetta la figura del senatore Giacomo Ferrari (1887 – 1974), a 38 anni dalla sua scomparsa. Erano presenti le massime autorità cittadine: il prefetto Luigi Viana, il presidente del consiglio comunale di Parma Marco Vagnozzi in rappresentanza del sindaco, l’assessore provinciale Ugo Danni in rappresentanza del presidente della Provincia, la senatrice Albertina Soliani, la deputata Carmen Motta i rappresentanti delle associazioni partigiane, dell’Istituto storico della Resistenza, dei sindacati, il comandante provinciale dei carabinieri Carlo Cerrina, il comandante dei vigili del fuoco di Parma Paolo Maurizi e una rappresentanza dei militari della Guarda di Finanza e rete Pol Nato.

Davanti alla tomba di famiglia, presidiata da agenti di polizia municipale in alta uniforme, erano presenti la nuora Lidia Amoretti ed i compagni delle battaglie partigiane, fra cui, il partigiano Cric: Renato Lori. Una cerimonia toccante in cui i rappresentanti delle istituzioni hanno ricordato l’attualità dei valori perseguiti da Giacomo Ferrari: libertà, democrazia e indipendenza a partire dalle battaglie contro il fascismo in occasione delle “barricate” del 1922, attraverso l’impegno come partigiano, membro dell’Assemblea Costituente, Ministro dei trasporti, sindaco di Parma (1951 – 1963) e senatore. Marco Vagnozzi ha sottolineato come “il senatore Giacomo Ferrari abbia dato una prospettiva all’Italia in un una dinamica di continuità tra il passato e le nuove generazioni".


"Un punto di riferimento valoriale anche ai nostri giorni”. L’Assessore provinciale Ugo Danni ne ha sottolineato l’esempio “fondamentale, per garantire un futuro alle nuove generazioni”. La senatrice Albertina Soliani ne ha ripercorso l’impegno come uomo, come politico, come professionista: “un punto di riferimento, un costruttore di “ponti”, portatore di valori universali”. Particolarmente toccante il ricordo del partigiano Cric, Renato Lori, “Era per noi il comandante Arta. Un uomo autorevole che sapeva parlare al cuore della gente e soprattutto ascoltare. Un uomo, un comandate un politico a cui bisognerebbe fare riferimento costantemente, soprattutto in un momento così difficile come quello attuale in modo da trovare, come allora, lo spirito per battersi unitariamente”.

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