Regio, l'amministratore Fontana lascia: "Troppi attacchi dalla politica"

L'amministratore esecutivo del Teatro Regio, nel corso della commissione Cultura, ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare anticipatamente il suo incarico

"Mai durante la mia esperienza professionale ho diretto un teatro oggetto di una costante battaglia politica come lo è il Regio di Parma". Inizia così quella che si potrebbe definire "la versione di Carlo Fontana", l'amministratore esecutivo del Teatro Regio che si è presentato ieri in commissione cultura per spiegare le ragioni delle dimissioni sue e del direttore artistico Paolo Arcà.

Una lunga requisitoria durante la quale Fontana si è tolto più di un sassolino dalla scarpa. In primo luogo nei confronti delle opposizioni, accusate senza mezzi termini, di condurre attacchi "con falsità e inesattezze". "In questi due anni di lavoro mi sarei aspettato una condivisione rispetto alla necessità di salvare un teatro che, lo ricordo, era in condizione pre agonica quando sono subentrato. Invece il Regio anziché essere considerato da tutti un'istituzione della città è stato trattato come un terreno di mero scontro politico". L'amministratore esecutivo motiva così le ragioni delle dimissioni, aggiungendo però che ad un certo punto anche i rapporti con la maggioranza si sono incrinati.

"Nessuna rottura, ma una divergenza di visioni. Io ho speso la mia vita lavorativa nei Teatri d'opera. Questo è l'ambito nel quale posso spendere utilmente le mie risorse. Ad un certo punto è emerso con chiarezza che questo è in tutto e per tutto un teatro comunale, nel quale, giustamente, la proprietà pretende di avere voce in capitolo sulle scelte per il futuro. Semplicemente questo non è più un ambito nel quale posso dare un contributo utile".
Completamente assente, con la sola esclusione del consigliere Pd Giuseppe Bizzi, l'opposizione che ha rinunciato così a porre le domande per le quali da mesi aspettava le risposte, un fatto questo stigmatizzato dal consigliere Lucio De Lorenzi (M5S) nel proprio intervento. Al consigliere Nuzzo dunque il compito di "fare le pulci" a Fontana, il Sindaco e l'assessore Ferraris. Diversi gli interventi nel corso dei quali sono state chieste numerose delucidazioni in merito alla natura dei contrasti tra i due dimissionari e l'amministrazione comunale. Un lungo palleggio di domande e risposte, a volte anche molto polemiche, che di fatto non ha però scalfito la posizione dell'ex amministratore esecutivo.

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Per quanto riguarda lo stato di salute del Regio Fontana ha ricordato i dati di bilancio comunicati pochi mesi fa: il 2013 si è chiuso con un avanzo di 31mila euro mentre l'indebitamento, che ammontava a più di nove milioni di euro, si è dimezzato. "Questi sono numeri che ci consentono di dire che oggi il Regio ha una possibilità per il futuro. Da qui in avanti occorrerà fare delle scelte, in particolare sul Festival Verdi. Personalmente avrei voluto un festival scorporato dalla Fondazione, con una propria ragione sociale e un proprio comitato scientifico. Oggi un Festival dedicato a Verdi può avere un solo obiettivo credibile: il ritorno ad un rispetto rigoroso della partitura originale. Ma qui subentra un secondo problema: può Parma, con le sue risorse, il suo loggione, la sua cultura musicale, sostenere un progetto del genere?". La risposta, secondo la versione di Fontana, è no.

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