Commissione Pepperepè

Il 12 marzo tornerà a riunirsi la commissione tecnica amministrativa sull'inceneritore di Ugozzolo: intervento del Gcr

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il 12 marzo tornerà a riunirsi la commissione tecnica amministrativa sull'inceneritore di Ugozzolo.
Il comune di Parma non ha ancora sostituito Emanuele Moruzzi, che rappresentava l'ente locale, prima di essere travolto dal ciclone tangenti.
La commissione dovrebbe validare i progetti via via presentati da Iren per proseguire l'iter della costruzione dell'inceneritore a fianco del grande pastificio dei bianchi mulini.

Ma da quasi un anno la commissione non si riunisce più.
La domanda sorge spontanea.
Iren con quali autorizzazioni sta proseguendo i lavori?
Tutte le opere in corso di completamento sono state interamente validate dalla commissione?
Tutte le modifiche apportate dal titolare dell'opera sono state accettate dalla commissione?

La commissione viene riconvocata a marzo “poiché il cantiere è ripartito” scrive l'assessore della Provincia Castellani.
A noi risulta che il cantiere sia ripartito lo scorso settembre, ma forse i rumori delle gru sono arrivati in piazzale della Pace solo l'altro ieri.
Così le reazioni sono lente. Chissà, le micce si saranno inumidite con le nebbie d'inverno e solo ora con il primo tiepido sole che avvisa della primavera imminente, cominciano a scoppiettare.

I dubbi sulla utilità di questa commissione restano.
Gcr si è tirata fuori dalla proposta di far parte di questo organismo proprio per non avallare, come è stato fatto in questi lunghi mesi di nulla, silenzi e pause che nulla hanno a che fare con un puntuale controllo e e verifica di che cosa stia succedendo al cantiere.
Si sussurra di modifiche mai approvate, mentre nella nostra cassetta della posta giunsero note puntuali su filtri cinesi mai utilizzati in Europa, che proprio a Ugozzolo si intendono testare, si rincorrono voci di stravolgimenti evidenti del progetto iniziale senza alcuna convocazione della conferenza dei servizi.

L'impressione, ancora una volta, è che il gestore abbia mano libera su tutto il fronte e che questi organismi siano solo una italianissima finzione di controllo che in realtà non ha alcun potere effettivo ne decisionale.
Uno specchietto per le allodole per confondere le idee agli ignari cittadini che hanno ancora, sono rimasti in pochi, un briciolo di fiducia nelle istituzioni preposte.

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